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Battipaglia, lama nell’addome: due medici imputati

di Carmine Landi
Lozza morì dopo cinque ore di attesa in autoambulanza, il pm chiede il processo per i sanitari del 118 e del pronto soccorso
Battipaglia, lama nell’addome: due medici imputati

Imputati. Nuovo status dei due medici – il primo, classe ’53, residente a Salerno, è del 118, mentre l’altra, del ’63, è una battipagliese al tempo alle dipendenze del pronto soccorso dell’ospedale “Santa Maria della Speranza” – ch’ebbero in cura Giuseppina Lozza, la 54enne che perse la vita la sera del 12 maggio 2022, vittima d’una peritonite letale (causata dalla presenza d’un coltellino nell’addome) a pochi minuti dal sospirato accesso al presidio di via Fiorignano dopo un’attesa sulla barella di un’autoambulanza che s’era protratta per oltre cinque ore.

La notifica

Nella mattinata di ieri i carabinieri della locale Stazione (luogotenente Giuseppe Macrì), coordinati dalla Compagnia di Battipaglia, agli ordini del capitano Samuele Bileti, hanno notificato ai due camici bianchi, difesi dagli avvocati Luigi Pastena e Giovanni Torre, l’avviso di fissazione dell’udienza preliminare (prevista per la metà d’aprile prossimo) al cospetto del gup Vincenzo Pellegrino e l’allegata richiesta di rinvio a giudizio avanzata da Mafalda Daria Cioncada, pm titolare delle indagini. Gli atti sono stati trasmessi pure alle persone offese, che sono i tre figli (la primogenita 28enne della bresciana Palazzolo sull’Oglio, avuta da una precedente relazione, e i due battipagliesi di 25 e 20 anni) ed il marito della vittima, tutti assistiti dall’avvocato Assunta Mutalipassi.

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