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Atrani, Tari non pagata: il Conservatorio di S. Rosalia deve risarcire

I giudici rigettano l'appello, andranno versati 35mila euro nelle casse del Comune
Atrani, Tari non pagata: il Conservatorio di S. Rosalia deve risarcire

Rigettato l’appello promosso dopo il primo grado, si attende l’esito dei contenziosi anche su altre annualità. La Corte di Giustizia Tributaria della Campania ha bocciato il ricorso presentato dal Conservatorio di S. Rosalia confermando la sentenza di primo grado emessa dalla Commissione Provinciale di Salerno nel luglio 2022: l’ente dovrà versare al Comune di Atrani la Tari non corrisposta per le annualità 2015 e 2016, per un totale, incluso sanzioni ed interessi, di 34.994,00 euro a cui si aggiungono le spese di giudizio (1500 euro oltre oneri previsti per legge). Quasi 10.000 euro in più rispetto all’imposta dovuta inizialmente.

Lo scontro legale

Il Conservatorio di S. Rosalia aveva contestato i due avvisi di accertamento Tari del 2015 e 2016. La CTP di Salerno aveva rigettato il ricorso ritenendo infondate le motivazioni proposte e con condanna alle spese. Il Conservatorio Santa Rosalia aveva subito appellato la sentenza, sostenendone l’illegittimità per travisamento ed erronea valutazione dei fatti e per carenza di motivazione e/o per motivazione apparente. La Corte ha quindi evidenziato come le motivazioni dell’appello sono destituite di fondamento. “Il presupposto della Tari è il possesso o la detenzione a qualsiasi titolo di locali o di aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani. Mentre al comma 684 statuisce che i soggetti passivi del tributo sono tenuti a presentare la dichiarazione entro il termine del 30 giugno dell’anno successivo alla data di inizio del possesso o della detenzione dei locali e delle aree assoggettabili al tributo”.

I rilievi della Corte

La Corte ha rilevato poi che “il Conservatorio, seppur obbligato, non ha mai presentato alcuna dichiarazione ai fini Tarsu/Tari, né ha fornito la prova documentale in merito all’attività ed all’utilizzo dei beni immobili. La Corte di Cassazione ha più volte affermato che alla Tari sono estensibili gli orientamenti di legittimità formatisi per i tributi omologhi che l’hanno preceduta, quali la Tarsu e la Tia. La Tari, pertanto, deve essere corrisposta da chiunque possiede o detiene un immobile idoneo a produrre rifiuti. Gli importi del tributo vengono determinati da ogni Comune”.

L’esito

Una sentenza che dunque ribadisce la legittimità delle richieste avanzate dall’Ente – affermano da Palazzo di Cittàe ben promette circa l’esito degli altri contenziosi ancora in atto relativi al mancato pagamento della Tari di ulteriori annualità tra il Comune di Atrani ed il Conservatorio di S. Rosalia, proprietario di circa 60 immobili, di cui molti in condizioni fatiscenti, nel territorio comunale“.

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