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Reazione allergica a un farmaco

Come riconoscerla e che cosa fare se succede
Reazione allergica a un farmaco

Quando si assume un farmaco, specialmente per un periodo di tempo prolungato, può capitare e anzi è abbastanza comune andare incontro a effetti indesiderati, che sono anche indicati sul foglietto illustrativo. Può trattarsi per esempio di nausea, diarrea, ronzio alle orecchie, vertigini… dipende dal farmaco e dalla propria sensibilità individuale alla sua azione. Per esempio molti antidolorifici appartenenti alla famiglia degli antinfiammatori non steroidei (come ibuprofene, ketoprofene, diclofenac… e tutti gli altri) possono provocare bruciore di stomaco, perché interferiscono con l’azione delle prostaglandine, sostanze coinvolte nella protezione della mucosa gastrica. Allo stesso modo, è relativamente frequente che l’assunzione di antibiotici provochi diarrea, perché interagiscono con il corretto funzionamento dell’intestino.

Non tutti gli effetti indesiderati però sono allergie. È proprio il contrario: mentre gli effetti indesiderati sono relativamente diffusi, e sono legati al meccanismo d’azione del farmaco, avere una vera e propria allergia in conseguenza all’assunzione di un medicinale è relativamente raro. Tuttavia, si tratta di un fenomeno potenzialmente molto pericoloso, se si presenta in forma grave. Quando si parla di reazione allergica a un farmaco? Si parla di “allergia” solo quando l’assunzione del farmaco provoca una reazione del nostro sistema immunitario. Normalmente, il sistema immunitario, che comprende anticorpi, globuli bianchi e altre sostanze, difende l’organismo da microrganismi dannosi e sostanze estranee. Nelle persone predisposte, tuttavia, il sistema immunitario può reagire in maniera eccessiva all’esposizione a certe sostanze (allergeni) presenti nell’ambiente, negli alimenti o appunto nei farmaci, che risultano innocue per la maggior parte delle persone. Ne deriva una reazione allergica.

Che sintomi dà l’allergia a un farmaco?

L’allergia a un farmaco può dare sintomi che possono essere molto leggeri, ma anche gravi o molto gravi. Ecco i principali.

  • Arrossamenti e prurito della pelle (orticaria)
  • Sintomi simili a quelli del raffreddore: starnuti, naso che cola, occhi che bruciano
  • Costrizione delle vie respiratorie e sibilo quando si respira (asma)
  • Febbre
  • Gonfiori della pelle e delle mucose (angioedemi), con compromissione della respirazione se sono coinvolti quelli delle vie respiratorie, come la bocca, la gola, la trachea.
  • Calo della pressione arteriosa, che talvolta può raggiungere livelli pericolosamente bassi.
  • Le reazione più grave è il cosiddetto shock anafilattico, in cui diversi di questi sintomi si presentano in forma grave e contemporaneamente, mettendo a rischio la vita: in questo caso è cruciale un intervento medico immediato.

Ci possono essere anche reazioni più lente, meno comuni rispetto alle reazioni di ipersensibilità, che possono impiegare giorni o settimane a svilupparsi e tendono a durare più a lungo. Queste reazioni coinvolgono vari componenti del sistema immunitario che reagiscono con un farmaco, attaccando diverse parti del corpo. Ad esempio, possono interessare i globuli rossi e tradursi in anemia o causare infiammazione, che può colpire la pelle, le articolazioni o i reni.

Come trattare i sintomi di allergia a un farmaco?

Come per tutte le allergie, una reazione di lieve entità può essere trattata assumendo subito un antistaminico. Una reazione anafilattica grave e potenzialmente letale può richiedere un’iniezione di adrenalina o di un cortisonico, come l’idrocortisone. Le persone fortemente allergiche, in particolare a rischio di shock anafilattico (per esempio perché ne hanno già avuto uno o perché hanno avuto sintomi forti in conseguenza di un’allergia), dovrebbero discutere con il medico l’opportunità di portare sempre con sé il kit per le emergenze prescritto dal medico, che a seconda delle indicazioni del medico può essere composto da un autoiniettore di adrenalina (la cosiddetta “penna” preriempita per l’autoiniezione in caso di shock), un antistaminico, un farmaco cortisonico ed eventualmente uno spray contro l’asma. Il dosaggio e la gestione dei farmaci devono sempre essere prescritti dal medico. Sia la persona interessata sia le persone a lei vicine devono essere istruite su come utilizzare correttamente il kit in caso di bisogno.

Quando dopo l’assunzione di un farmaco si manifestano effetti collaterali inconsueti e comunque in caso di dubbi, si dovrebbe contattare subito il medico. Può essere utile annotare i sintomi, nell’ordine in cui sono apparsi, e tutti i farmaci assunti (anche quelli da banco acquistati di propria iniziativa e i rimedi cosiddetti naturali a base di erbe). Se ci sono reazioni a carico della pelle, come rossori e orticaria, è consigliabile fotografare per mostrarle al medico.

In caso di allergia a un farmaco bisogna interromperlo?

In caso di sintomi da allergia conseguenti all’assunzione di un medicinale, come prima misura bisognerebbe sospendere il farmaco sospettato di avere provocato i disturbi. La sospensione deve essere decisa in accordo con il medico, che potrà eventualmente prescrivere un altro farmaco se necessario. In caso di reazioni molto forti, fino alla scomparsa dei disturbi vanno interrotti tutti i medicinali, anche quelli che fino a quel momento non avevano dato problemi. La decisione di evitare un medicamento o un intero gruppo di principi attivi dovrebbe tuttavia essere presa dopo un’accurata diagnosi, che ha accertato la presenza dell’allergia a quel farmaco.

Come prevenire le allergie ai farmaci?

Purtroppo non è possibile prevenire le allergie ai farmaci: le reazioni si manifestano dopo che si è già assunto il farmaco (applicato sulla pelle, assunto per bocca o iniettato) una o più volte senza che si sia verificata alcuna reazione allergica. Se però si sono già manifestati sintomi anche leggeri di allergia dopo avere assunto un farmaco, per esempio un rossore della pelle o altro, è bene ricordarsi di riferirlo al medico ed evitare di assumere nuovamente quel farmaco. In caso di allergia grave a un farmaco, si può pensare a portare sempre con sé una tessera o un braccialetto che comunica l’allergia, in caso di ricovero.

Attenzione alle allergie incrociate

Una volta che un farmaco stimola una risposta immunitaria, si possono avere reazioni incrociate con altri farmaci, all’interno della stessa classe ma anche tra classi diverse di farmaci. Per esempio, è altamente probabile che i pazienti sensibili alla penicillina reagiscano anche alle penicilline semisintetiche (come l’amoxicillina).

Quali sono i farmaci che danno più frequentemente allergie?

Qualsiasi farmaco e in realtà qualsiasi sostanza può dare un’allergia in una persona sensibile. Però è noto che determinati gruppi di farmaci possono provocare più spesso di altri reazioni allergiche.

Si tratta in particolare di:

  • antibiotici (per esempio penicillina)
  • antigottosi (per esempio allopurinolo)
  • antiepilettici
  • antidolorifici (per esempio acido acetilsalicilico)

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