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Salerno, la “cricca dei locali” a gestione familiare

di Alessandro Mosca
Madri, mogli, figli e generi intestatari di quote delle società sequestrate. Il giudice: «Collaboravano nelle attività occulte»
Salerno, la “cricca dei locali” a gestione familiare

La “cricca dei locali” era pure una “questione di famiglia”. Nel registro degli indagati della maxi-inchiesta che ha scosso il by-night di Salerno, infatti, ci sono anche parenti (più o meno stretti) dei vertici dell’associazione contestata dalla Procura di Salerno dopo le indagini della Guardia di finanza, portando agli arresti domiciliari sei persone e facendo scattare i sigilli a bar e ristoranti fra i più rinomati della città d’Arechi. Nell’ordinanza di custodia cautelare, infatti, il gip Annamaria Ferraiolo – nei motivi in cui si spiega il perché della disposizione delle misure cautelare – parla di «collaborazione prestata ai familiari nella gestione occulta» delle varie attività commerciali finite nel mirino.

La collaborazione

Ma come veniva prestata questa collaborazione? Nella maggior parte dei casi, con l’intestazione di quote delle società ora sequestrate dalla Guardia di finanza. La “Elmas srl”, la società titolare del ristopub “Comm Accetta” di via Torrione, infatti, era detenuta al 75% da Elisabetta Del Regno, figlia di Carmine Del Regno, l’imprenditore delle carni finito agli arresti domiciliari in quanto ritenuto uno dei finanziatori della “cricca”. Anche la moglie di Del Regno, Maria Rosaria D’Auria, compare nelle ragioni sociali di altre due società nel mirino: risulta, infatti, social al 99% della “Dr Carni” (l’altro 1% è della madre dell’imprenditore, Elisa Bernardo) e al 40% della “Medi Carni”, le società con cui furono avviate le attività dei supermercati.

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