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Don Antonio fa da scudo alla compagna

di Francesco Ienco
Il parroco ha rinunciato all’abito talare: «Lasciateci la nostra privacy, non ho nulla da nascondere»
Don Antonio fa da scudo alla compagna

La gente è con don Antonio Romano. Le reazioni alla scelta di vita dell’ormai ex parroco di Chiusano San Domenico originario di Mercato San Severino, che ha rinunciato all’abito talare per sposare la donna di cui si è innamorato, non lasciano spazio a dubbi. Concittadini e fedeli, in maggioranza, si sono schierati dalla parte del sacerdote che da 23 anni guida la parrocchia del paese e nei giorni scorsi ha comunicato di non essere più in condizione di proseguire il suo percorso pastorale. Lui intanto lancia un appello: «Lasciateci la nostra privacy». Una consapevolezza che per certi versi già c’era, a cominciare dallo scetticismo sul celibato come presupposto per il sacerdozio, ma definitivamente maturata a seguito dell’incontro con una donna.

I cittadini sono con il parroco

Con il passare del tempo ha capito che stava diventando ben più di un semplice rapporto tra prete e parrocchiana, fino a realizzare, parole sue, di non poterne fare più a meno. E soprattutto di non poter più fingere e negare l’evidenza. Lo scorso ottobre il colloquio con il vescovo in cui don Antonio confermava la sua scelta di vita e ora il “coming out” con tanto di annuncio sulle future nozze. E i cittadini? Lo hanno inondato di auguri e complimenti. «Bravo, ha avuto coraggio e onestà intellettuale» è il pensiero di tante persone. «Molti al suo posto per paura del giudizio della gente o per paura di ripercussioni avrebbero tenuto nascosto questo rapporto. Invece ha avuto gli attributi di essere vero, limpido, e questo è segno di grande rispetto non solo nei confronti del suo sentimento nei confronti della sua compagna, ma soprattutto nei confronti del ruolo che ha ricoperto per tanti anni». D’altronde molti lo elogiano come «persona squisita e perbene e con anni di volontariato» e c’è chi si augura che il suo passo possa smuovere qualcosa sul tema del celibato nell’ambito ecclesiastico: «Speriamo sia di esempio per chi non ha il coraggio di manifestare le proprie scelte».

I detrattori

Fulmini e saette, invece, per i detrattori e chi non ha capito o condiviso la svolta del parroco cresciuto spiritualmente a Sant’Angelo di Mercato San Severino: «Chi giudica lo fa senza mettersi nei panni dell’altro e non capiscono che dietro qualsiasi figura ci sono delle persone che amano, provano dei sentimenti. Giusto che lei faccia la sua strada, rincorrere la propria felicità non è mai un peccato». Don Antonio Romano, dal canto suo, non si è nascosto dietro un dito e nella sua lettera ai parrocchiani ha ammesso di non aspettarsi che il cammino sarà semplice o tutto rose e fiori. Ieri l’ex sacerdote, una volta uscito allo scoperto e toccato con mano l’affetto della sua gente, ha tolto il piede dall’acceleratore. Ha chiesto spazio per sé e per la futura consorte, quasi a voler proteggere una relazione da eventuali veleni: «So di essere un personaggio pubblico e mi sono esposto consapevolmente a tutti i giudizi e a tutte le opinioni. E potete continuare a farlo, non ho paura di niente e non ho più nulla da nascondere. Mi sono fatto le spalle larghe. Ho detto tutto ciò che era doveroso comunicare ai fedeli e agli amici e adesso calo il sipario. Prego soltanto di non menzionare e di non dare la caccia a chi per sua scelta non ha voluto esporsi e ha scelto l’anonimato».

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