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Indagini su Franco Alfieri, telefonini al setaccio

di Carmine Landi
L’inchiesta di Capaccio, trenta giorni al consulente del pm
Indagini su Franco Alfieri, telefonini al setaccio

Trenta giorni. Tempo accordato a Lorenzo Laurato, docente della “Federico II” di Napoli, per estrarre copia forense dei telefonini, dei computer e del materiale sequestrato martedì mattina, quando i baschi verdi del Gruppo di Eboli (tenente colonnello Massimo Otranto), coadiuvati dai colleghi del Nucleo di polizia economica e finanziaria di Salerno (colonnello Claudio Molinari) hanno perquisito case, studi, sedi aziendali e uffici pubblici per indagare sulla presunta corruzione provvisoriamente addebitata, fra gli altri, al sindaco di Capaccio Paestum Franco Alfieri, presidente della Provincia.

Alessandro Di Vico, pm titolare del fascicolo, ha conferito l’incarico al professore partenopeo: gli avvocati Domenicantonio D’Alessandro (assiste il numero uno di Palazzo Sant’Agostino, la sorella Elvira Alfieri – rappresentante legale della “Alfieri Impianti” e l’autista del politico cilentano, Andrea Campanile) e Antonello Natale (difende l’imprenditore Vittorio De Rosa, titolare della “Dervit” di Roccadaspide, ed il mediatore dell’azienda, Alfonso D’Auria) hanno nominato come consulenti di parte gli informatici Fabio De Paolis e Vincenzo De Rosa. Non ha deciso d’avvalersi d’analoga facoltà Enrico Tedesco, legale dell’ingegnere paganese Carmine Greco, apicale del Comune di Capaccio Paestum, che non è indagato per corruzione. Nei pc e nei telefonini d’alcuni degli indagati la Procura cerca elementi in grado di corroborare o confutare le ipotesi e far chiarezza sui sospetti – allo stato nulla di più – sorti in merito ad altri appalti e subappalti capaccesi, sempre relativi alla pubblica illuminazione.

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