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Lampioni e corruzione, indagato Alfieri

di Carmine Landi
L’illuminazione capaccese alla “Dervit” che a Battipaglia ha commissionato gli interventi alla srl di famiglia: coinvolti in sei
Lampioni e corruzione, indagato Alfieri

Concorso in corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio e turbativa d’asta e del procedimento di scelta del contraente nella maxi-gara per la pubblica illuminazione di Capaccio Paestum. Provvisorie ipotesi di reato contestate a Franco Alfieri, presidente della Provincia di Salerno e sindaco della città dei templi. Anche al politico cilentano è stato notificato il decreto di perquisizione e sequestro a firma del pm Alessandro Di Vico, eseguito ieri mattina dai finanzieri del Gruppo di Eboli (tenente colonnello Massimo Otranto), ausiliati dai colleghi del Nucleo di polizia economico-finanziaria (colonnello Claudio Molinari) del Comando provinciale (colonnello Oriol De Luca). Indagati anche i salernitani Vittorio De Rosa (classe ’58) e Alfonso D’Auria (’71), il rappresentante legale e l’intermediario della “Dervit” di Roccadaspide, Elvira Alfieri (’37) di Torchiara, parente del sindaco e titolare della “Alfieri impianti”, l’ingegnere paganese Carmine Greco (’63) ed il 26enne agropolese Andrea Campanile, staffista di lungo corso.

Il blitz di ieri mattina

A carico di tutti gli indagati, ad eccezione dell’86enne torchiarese, s’ipotizza la turbata libertà d’incanti e di scelta del contraente. Gli Alfieri, Campanile ed altri («omissis», è la laconica aggiunta di Vico) sono sotto inchiesta per concorso – con mutamento del titolo dei reati per alcuni di loro – in corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, mentre D’Auria e De Rosa sono ritenuti i presunti corruttori. I finanzieri sono stati negli uffici comunali di Capaccio Paestum, nelle abitazioni degli indagati, nella sala del presidente della Provincia e nei locali dell’Ufficio tecnico municipale di Battipaglia. I fatti al vaglio degli inquirenti, infatti, si sarebbero verificati tutti nei due comuni della Piana del Sele (ad insaputa, a quanto emerso finora dalle investigazioni, di burocrati e politici battipagliesi).

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