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Traffico di droga: “morosi” presi a botte

di Carmine Landi
Il gruppo di Di Martino e i pestaggi a Salerno e Bellizzi: «Ti manda i rumeni». Gli affari fuori: «Voglio 12mila euro al mese»
Traffico di droga: “morosi” presi a botte

«Quello ha detto che ti manda i rumeni, vedi che ti stroppiano veramente». Le parole che il bellizzese Marco Bellosguardo pronunciò il 10 gennaio d’un anno fa parlando a telefono con un allora 33enne salernitano, già noto per reati concernenti gli stupefacenti, rendono l’idea di ciò che poteva accadere a chi, all’esterno del carcere, non s’uniformava alle direttive di Guglielmo Di Martino, l’ex pizzaiolo (ritenuto vicino al clan De Feo) considerato figura apicale dell’associazione a delinquere – operativa nella casa circondariale di Fuorni e all’esterno, specie nelle “piazze di spaccio” di Battipaglia, Bellizzi e Montecorvino Pugliano – debellata con il blitz eseguito all’alba di giovedì.

Il maxi-debito

Stando alle attività d’indagine coordinate dal pm Francesco Rotondo e delegate ai militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Salerno e agli agenti del Dipartimento investigativo centrale della polizia penitenziaria, il salernitano aveva contratto un debito iniziale di mille euro – per l’acquisto di sostanze stupefacenti, chiamate «macchine» – nei confronti di Di Martino. Un po’ alla volta aveva ripianato le pendenze, ma era ancora lontano dal saldare. «Quello – diceva Bellosguardo, soprannominato Orso, che s’occupava del recupero crediti e, alla bisogna, pure d’impartire qualche “lezione” – mi ha detto così: “Ora vai davanti casa e schiaccialo sotto ai piedi, lascialo per terra nella casa, non li voglio i soldi”, però ha detto “me lo devi ciampiare (calpestare, ndr) davanti a me, mi devi fare una videochiamata e me lo devi schiacciare davanti ai piedi”. Almeno quattro carte (400 euro, ndr) cerca di coprirle», era l’esortazione al giovane salernitano.

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