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Salerno, dispersione e violenza: emergenza minori

di Alessandro Mosca
Il procuratore Imperato: in 400 hanno lasciato la scuola. Boom di episodi di stalking e bullismo: «Tanta omertà nelle denunce»
Salerno, dispersione e violenza: emergenza minori

«Chi apre la porta di una scuola, chiude un carcere». È la citazione di Victor Hugo scelta dal procuratore per i minori di Salerno, Patrizia Imperato, nella sua relazione per l’inaugurazione dell’anno giudiziario 2024. È l’appello lanciato da uno degli elementi cardini della giustizia a Salerno che apre lo spaccato su una situazione sempre più complicata per i ragazzi. La scia di violenze e “devianze” dei giovani, anche nel territorio salernitano, è notevole e sembra riprendere l’allarme arrivato anche da Napoli dove, nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, i vertici di magistratura e giustizia hanno acceso la spia rossa sui giovani, evidenziando che lì «si spara come in Sudamerica». Ma anche i dati e le riflessioni emersi nelle ultime ore per Salerno e la sua provincia sono drammatici.

Allarme dispersione scolastica

Dalla relazione per l’anno giudiziario della Imperato, infatti, emerge boom di persone al di sotto dei 18 anni che hanno abbandonato gli studi ma anche l’incremento degli episodi di violenza. Sulla dispersione scolastica, infatti, Imperato evidenzia che «il fenomeno nell’ultimo periodo ha fatto registrare dati in crescita», in linea con il trend italiano. Una situazione causata, a detta del procuratore per i minori di Salerno, «anche per effetto degli strascichi dovuti alla pandemia e all’attitudine all’isolamento a cui sono costretti i minori ed al sempre più crescente disinteresse verso cultura e istruzione». E i numeri ora fanno paura: su un totale di circa 90mila giovani salernitani iscritti alla scuola dell’obbligo per l’anno in corso, infatti, a fine anno sono arrivate 400 segnalazioni di inadempienza: l’anno precedente furono soltanto 127, quasi quattro volte di meno.

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