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Visita lampo a casa Oddati: «Fu per spartire il denaro»

di Salvatore De Napoli
La trasferta di Romeo a Battipaglia: «Gli spettava parte dei soldi di Musella»
Visita lampo a casa Oddati: «Fu per spartire il denaro»

Appalti e mazzette, è l’ora della verità per Nicola Oddati: oggi sarà ascoltato dal gip che ne ha ordinato gli arresti in carcere. Al carcere di Poggioreale, il 59enne salernitano residente a Battipaglia, già politico di rilievo nazionale del Pd, potrà rispondere alle domande legate alle oltre 300 pagine di ordinanza cautelare che lo ha visto finire dietro le sbarre assieme all’ex sindaco dem di Pozzuoli, Vincenzo Figliolia, l’imprenditore puteolano Salvatore Musella e l’ex presidente dell’Enit Giorgio Palmucci, mentre a i domiciliari sono andati due collaboratori del costruttore, il nipote Salvatore Della Corte e Gianluca Flaminio. Oddati sarebbe stato l’uomo di riferimento di Musella non solo per l’apparto il recupero del Rione Terra e la realizzazione di un maxi-complesso turistico che ha generato l’inchiesta della procura partenopea (condotta dal Nucleo di polizia Economico finanziaria e della Squadra mobile partenopea), ma anche ad appalti in Calabria e in Puglia.

L’ordinanza

Nelle numerose pagine dell’ordinanza cautelare si parla anche di altri appalti importanti non finiti in quest’inchiesta. Oddati potrebbe, quindi, chiarire un sistema di potere che per ora ha coinvolto altri due politici del suo stesso partito, Sebastiano Romeo (detto Sebi), ex consigliere della Regione in Calabria e già candidato a segretario provinciale del Pd a Reggio Calabria e Luciano Santoro, anche lui esponente dei dem, candidato alla segreteria Provinciale di Taranto, ex assessore comunale a Grottaglie, ma che potrebbe andare anche oltre.

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