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Baronissi, ottiene fondi per una palestra ma la società sparisce

di Francesco Ienco
La condanna della Corte dei Conti nei confronti del titolare di una ditta sostenuta da Invitalia: dovrà risarcire 136mila euro
Baronissi, ottiene fondi per una palestra ma la società sparisce

Chiede soldi per aprire una palestra ma poi l’attività chiuse. La Corte dei Conti lo condanna al risarcimento di 136mila euro. La vicenda riguarda un imprenditore di Baronissi che oltre dieci anni fa, in qualità di legale rappresentante di una società a suo nome, chiese l’ammissione alle agevolazioni destinate a microimprese previste dal decreto legislativo 185/2000. Lo scopo era la realizzazione di una struttura per la pratica sportiva nel vicino comune di Fisciano.

La revoca

Era il 2012 quando, a seguito della valutazione positiva della domanda, lo stesso imprenditore sottoscrisse con Invitalia il contratto per la concessione delle agevolazioni. Venivano specificati in quel contesto gli investimenti che l’impresa si accingeva ad effettuare, ma anche gli obblighi. Gli stessi che qualche anno più tardi sarebbero stati violati. L’attività condotta dal cittadino baronissese, infatti, risulta cessata ormai dal 2015 con tanto di chiusura di partita Iva e liquidazione. Nel mentre però la società non avrebbe rispettato i vincoli quinquennali previsti dal contratto per avere accesso al contributo economico. In più nessuna comunicazione sarebbe stata fornita all’Ente erogatore sull’andamento dell’attività commerciale. La revoca delle agevolazioni veniva adottata da Invitalia nel 2018 con le somme tuttora mai restituite dal beneficiario.

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