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Sos personale al Comune di Salerno, la speranza è un Dpcm

L'ente si candida all’avviso per le nuove assunzioni sui progetti coi fondi per la coesione: c’è la richiesta per 16 unità
Sos personale al Comune di Salerno, la speranza è un Dpcm

L’epoca del Covid ha lasciato in eredità agli italiani anche la conoscenza di tanti termini spesso sconosciuti. Fra questi c’è “Dpcm”, acronimo che sta per Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri: all’epoca della diffusione del virus, i Dpcm che si sono susseguiti erano sinonimo di nuove chiusure, altre restrizioni, ulteriori limitazioni. Adesso, invece, un Dpcm rappresenta una speranza per il Comune di Salerno, ormai da anni alle prese con l’emergenza personale: la giunta del sindaco Vincenzo Napoli, infatti, ha aderito all’opportunità offerta da Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri per inserire nuovo personale a Palazzo di Città.

L’adesione all’avviso publico

Dalla squadra d’assessori, infatti, negli scorsi giorni è arrivato l’ok all’adesione all’avviso pubblico finalizzato all’acquisizione delle manifestazioni d’interesse per assumere tecnici e funzionari destinati a svolgere – per conto degli Enti pubblici – le attività del Programma Nazionale di Assistenza Tecnica Capacità per la Coesione, ovvero i vari progetti relativi all’utilizzo dei fondi europei per la coesione. Con il Dpcm, infatti, sono stati previsti per le amministrazioni del Sud dei fondi per garantire nuove assunzioni utili a seguire i vari progetti.

Circa 130 funzionari mancanti

Un assist che il Comune di Salerno ha voluto cogliere al volo, candidandosi per l’accesso ai soldi utili per nuovo personale. Che è stato già definito: nell’avviso pubblico, infatti, è previsto che gli Enti debbano segnalare il “materiale umano” necessario – secondo le stime – a sviluppare e far diventare realtà i progetti dei fondi europei per la coesione. Analisi che sono state effettuate a Palazzo di Città: dalle risultanze, emerge che al Comune di Salerno mancano 130 funzionari oltre ai 358 già in organico e che il personale destinato all’attuazione dei progetti finanziati dalle risorse delle politiche di coesione è pari a cinque unità, tutti assunti con contratti a tempo determinato.

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