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Il Cpr da inferno a Milano: «Niente soldi per i farmaci»

di Alessandro Mosca
I gestori salernitani si sono rifiutati di comprare medicine. Visita del senatore De Falco: «Ho avuto un malessere, mi hanno dato solo acqua»
Il Cpr da inferno a Milano: «Niente soldi per i farmaci»

Alessandro Forlenza e Consiglia Caruso, figlio e madre salernitani titolari della società “Martinina srl” di Pontecagnano Faiano che ha gestito fino a qualche giorno fa il Cpr di via Corelli, a Milano, finito nella bufera, si sarebbero rifiutati di pagare i ticket sanitari necessari per visite a persone con fratture o con patologie oncologiche dichiarando di non avere i soldi necessari per le certificazioni. È uno dei dettagli choc che emerge dalle oltre 197 pagine del decreto di sequestro preventivo d’urgenza richiesto e ottenuto dai pm meneghini Tiziana Siciliano, Giovanna Cavalleri e Paolo Storari della società salernitana che gestiva il centro per il rimpatrio nel capoluogo lombardo.

La richiesta della Procura

Venerdì, in tribunale, si è tenuta anche la discussione sulla richiesta della Procura di vietare alla “Martinina srl” di contrarre con la pubblica amministrazione: su questa questione, il gip si è riservato e la decisione arriverà soltanto nei prossimi giorni.
Ma, intanto, con il passare dei giorni, emergono altri inquietanti dettagli sullo stato di completo abbandono in cui vivevano gli ospiti del Cpr di via Corelli.

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