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Battipaglia, lei vuole rimanere con lui ma lo arrestano

di Carmine Landi
Il culturista non poteva stare con l’ebolitana, in casa sua per curare la “suocera”: «Non mi dà nessun fastidio»
Battipaglia, lei vuole rimanere con lui ma lo arrestano

«Chiedo alla Corte d’appello di eliminare il divieto di avvicinamento nei suoi confronti». È la lettera che una 26enne ebolitana aveva trasmesso nelle scorse settimane ai giudici salernitane, davanti ai quali il suo fidanzato, un culturista 43enne di Battipaglia, già noto alle forze dell’ordine (e attualmente a processo pure per altri fatti, relativi alla presunta detenzione d’armi per conto d’un affiliato al clan Pecoraro-Renna, che però non hanno alcun’attinenza con questo procedimento), ha proposto un ricorso d’appello contro una condanna di primo grado (marzo 2023) a poco meno di tre anni di reclusione per maltrattamenti risalenti all’alba del 2022.

La vittima

La “maltrattata” era proprio la 26enne ebolitana – nel frattempo riconciliatasi con il battipagliese, con tanto di querela rimessa – trovata mercoledì scorso in casa del 43enne, in contrada Pezze di Montecorvino Rovella: circostanza che ha portato i carabinieri della Sezione operativa (tenente Nello Ferraioli) del Nucleo operativo e radiomobile (capitano Giuseppe Dispenza) della Compagnia di Eboli, agli ordini del capitano Greta Gentili, ad eseguire ai danni del culturista (difeso dal penalista Giuseppe Russo) uno dei primi arresti in flagranza differita per codice rosso figli della nuova legge voluta dal ministro Eugenia Roccella all’indomani del femminicidio di Giulia Cecchettin. L’ipotesi di reato è di violazione del divieto d’avvicinamento: il gip Valeria Campanile ha già accolto la richiesta di convalida degli arresti domiciliari avanzata dal pm Licia Vivaldi.

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