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Da Monza a Montecorvino Rovella per uccidere la sua ex

di Carmine Landi
Gira l’Italia in treno, la foto della pistola: «Farò del male a lei e al figlio». L’allarme dal primo marito e l’arresto a Battipaglia
Da Monza a Montecorvino Rovella per uccidere la sua ex

Ottocentocinquanta chilometri. È la distanza che separa Lissone, comune della Brianza, da Montecorvino Rovella, tra la Piana del Sele e i Picentini. La distanza d’una tragedia annunciata e poi provvidenzialmente sventata dai carabinieri, a Battipaglia, al termine d’una placida traversata dell’Italia intera d’un uomo comodamente seduto in treno. Il protagonista dell’ennesima storiaccia che, ancora una volta, vede una donna nei panni della vittima, è un 28enne di Lissone (S.A. le iniziali): è nato in Ucraina, ma i genitori che lo hanno adottato sono brianzoli doc. Lei, classe ’77, è una battipagliese che anni fa si trasferì nella monzese Seregno: ha due figli – entrambi minori – da un precedente matrimonio.

L’allarme

E sono stati proprio l’ex marito – che, ovviamente, non è il 28enne – e l’ex suocera a lanciare l’allarme capace di salvare più d’una vita. Era arrivato sui loro cellulari un inquietante messaggio dell’uomo (assistito da Vittorio Accarino, avvocato del Foro di Milano) che s’è messo in viaggio per «fare del male» alla 46enne e al suo primogenito: questo il raccapricciante annuncio ai vecchi familiari di lei su WhatsApp, accompagnato dalla foto d’una pistola revolver (tranquillamente portata con sé sul treno, anche se alla fine, almeno quella, s’è rivelata un’arma giocattolo).

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