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Valle dell’Irno invasa dai manifesti della “setta”

di Francesco Ienco
Spuntano i poster dell’associazione scomunicata dal Papa che promuove pellegrinaggi a Gallinaro
Valle dell’Irno invasa dai manifesti della “setta”

Dagli incontri di preghiera ai pellegrinaggi tra polemiche e rischio scomunica. Se poco tempo fa erano assurti agli onori della cronaca persino a Salerno città, tornano a far parlare di sé gli adepti del gruppo “Bambino Gesù della Nuova Gerusalemme” o “Gesù Gallinaro”, che dir si voglia. Alcuni la definiscono maliziosamente una setta: il fatto certo è che si tratta di un’organizzazione religiosa ufficialmente scomunicata dal 2016, con un atto del Pontefice in persona.

La nuova Gerusalemme nel Frusinate

Tuttavia proprio a quel gruppo fanno riferimento i manifesti apparsi da qualche giorno a questa parte in varie zone della Valle dell’Irno, dall’ospedale di Mercato San Severino alla sede del campus universitario a Fisciano. L’invito a eventuali “fedeli” interessati è per tutte le domeniche e tutti i giovedì quando (testuali parole) «si terrà il pellegrinaggio alla culla di Gesù Bambino della Nuova Gerusalemme Gallinaro» nella località in provincia di Frosinone. Luogo di ritrovo: Fisciano. Orario di partenza: 7,15. In più i contatti cui fare riferimento e a completare il manifesto un’immagine del Bambinello in bella mostra.

I richiami dell’Arcidiocesi di Salerno

Certo, il tutto stride con quanto era accaduto, ad esempio, lo scorso maggio a Salerno, quando a prendere posizione contro il gruppo religioso era stato nientemeno che il vicario generale dell’Arcidiocesi di Salerno, don Alfonso Raimo. Una vera e propria raccomandazione ai parroci (e di riflesso pure ai fedeli) del territorio, con annesso appello della Curia vescovile di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo riguardo le attività portate avanti dall’associazione e le idee dalla stessa diffuse. Un giudizio che ancora rimane inalterato, con l’accusa esplicita di divulgare «dottrine falsamente religiose e insegnamenti biblici distorti ed estranei alla verità dei testi sacri».

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