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“Cartello” Starita: definitiva la pena

di Salvatore De Napoli
La Corte di cassazione conferma i 12 anni per lo scafatese
“Cartello” Starita: definitiva la pena

La Corte di Cassazione conferma il concordato in appello a 12 anni e otto mesi per il 43enne scafatese – originario di PompeiVincenzo Starita, detto ’a Strega”. Nuovo processo di appello, invece, per il 41enne napoletano Alberto Sassolino. I due erano imputati per associazione finalizzata allo spaccio tra Salerno, Scafati e il Vesuviano, con l’importazione dei carichi. Confermata l’esistenza dell’associazione, la raccolta di una somma per l’acquisto di centinaia di chili di hashish, la determinazione di Starita a recuperare la somma (200mila euro) versata e il suo collegamento con altri imputati, uno dei quali fu trovato in possesso di 633 chili di hashish, nell’ambito di una continuativa attività di importazione curata da ’a Strega.

Lo smercio di hashish e cocaina

Starita era sotto processo in quanto organizzatore di un gruppo di uomini (almeno dal novembre 2017 al giugno 2018), che ha importato e poi smerciare hashish e cocaina, occupandosi personalmente dell’acquisto di grandi quantità di droga (1.133 chilogrammi di hashish e 11 chilogrammi di cocaina), seguendo l’attività di spaccio e l’andamento degli affari, e stringendo uno stabile rapporto per l’importazione dall’estero.

Un nuovo processo per Sassolino

Per quanto riguarda Sassolino, la sentenza impugnata non ha fornito una risposta corretta al motivo di appello con cui il ricorrente aveva osservato che la sua partecipazione all’associazione sarebbe fondata solo sui contenuti di alcune intercettazioni nel breve periodo aprile-luglio 2018 e sulla commissione di un solo reato-fine senza una dimostrazione della sua associazione e della funzione da lui svolta all’interno del gruppo.

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