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Rivoluzione Giunta a Salerno, l’assessore Adinolfi presenta le dimissioni

di Eleonora Tedesco
La decisione dopo un colloquio con il sindaco Napoli
Rivoluzione Giunta a Salerno, l’assessore Adinolfi presenta le dimissioni

L’ultimo incontro con il sindaco, Vincenzo Napoli, nella tarda serata di ieri è durato pochi minuti ma abbastanza per la professoressa Paola Adinolfi per chiarire la sua posizione: lei, salutata a metà mandato senza che nessuno si preoccupi che suoni come una bocciatura; lei super tecnico chiamata a mettere in salvo i conti del Comune scosso dall’inchiesta della Procura di Salerno mandata via dalle ambizioni politiche più che da problemi reali nella gestione del suo Assessorato. Un incontro che più che chiarire è servito alla custode dei conti di Palazzo di Città per togliersi mesi di rospi ingoiati a forza. Perché mentre all’esterno dei suoi uffici cresceva la voce del rimpasto lei continuava, spesso in silenzio, il suo difficile lavoro di far quadrare i conti con le necessità del consenso di un’amministrazione pur sempre a trazione politica.

Il ritorno di Eva Avossa

A questo punto, quindi, all’assessore al Bilancio non resta che rendere le proprie dimissioni che sono già pronte da ieri sera e che saranno protocollate tra qualche ora. L’assessore uscente al Bilancio è soprattutto colei che ha contrattato in punta di tecnicismi il piano di rientro dal debito cercando un complicato equilibrio tra rigore contabile e spesa sociale. Insieme a Michele Brigante, la professoressa Adinolfi era uno dei nomi forti della Giunta, le figure che hanno garantito quel profilo alto alla nuovo esecutivo Napoli che rischiava di nascere già delegittimato dall’inchiesta sulle cooperative sociali. L’addio dell’Adinolfi, a questo punto, spiana la strada all’ex parlamentare ed ex vicesindaca, Eva Avossa, che, insieme a Dario Loffredo all’Urbanistica e ai Lavori pubblici sono due sei tasselli fondamentali su cui si sta definendo. Soprattutto, la reazione ala vetriolo sia di Brigante che dell’Adinolfi sono la dimostrazione che nell’avvicendamento tra politici e tecnici i vertici dell’amministrazione non sono riusciti a risultare anche dei gentleman.

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