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Inferno Ruggi: «Pazienti traumatizzati»

di Salvatore De Napoli
L’odissea del Pronto soccorso, altre immagini choc in tv. Il racconto di uomo alla sorella: «Niente bagni, mi devo fare sotto»
Inferno Ruggi: «Pazienti traumatizzati»

Una donna legata al letto con le parti intime scoperte in una stanza del Pronto soccorso dell’ospedale “Ruggi”. È forse l’immagine più forte mandata in onda nella tarda serata di giovedì dalla trasmissione “Piazza Pulita” di La7 che, a distanza di una settimana, è tornata ad occuparsi dell’inferno dell’emergenza-urgenza di via San Leonardo. Immagini che hanno fatto tornare alla mente quelle degli ospedali psichiatrici finiti nella bufera della stampa negli anni Settanta, prima della legge Basaglia che portarono al processo di chiusura. Nella seconda puntata del viaggio nel Pronto soccorso del “Ruggi”, oltre ad essere state mostrate nuove immagini della situazione difficilissima e al limite del sopportabile, sono state riportate le testimonianze di diversi familiari di persone che hanno vissuto quell’inferno. Sono i familiari dei pazienti che, una volta usciti da via San Leonardo, hanno avuto – in alcuni casi un approccio diverso con le altre persone.

L’impossibilità di andare in bagno

Uno di questi, la testimonianza della sorella, ha raccontato della sua impossibilità ad andare al bagno: «Mi diceva: “mi hanno messo il pannolone perché non ci sono i bagni. Ma io non sono capace di farmi sotto”», le parole della donna che hanno rivelato anche l’umiliazione cui è stato sottoposto il paziente del Pronto soccorso del Ruggi. «Una dottoressa (si presume un medico, ndr) avrebbe risposto: “Non possiamo badare a tutti quanti, li teniamo qui per le visite e poi vengono spostati ai reparti”». Un altro familiare, poi, ha ricordato le condizioni del padre in cui è stato dimesso: pieno d’escrementi, con una piaga importante, psicologicamente sofferente, tale da mordere gli stessi familiari scambiati per sanitari, dimagrito di una decina di chili non essendosi alimentato.

Il silenzio di De Luca

Episodi su cui, da parte di chi gestisce la Sanità in Campania e dai responsabili del Ruggi, non sono arrivate risposte. La giornalista Sara Giudice , autrice dell’inchiesta di La7, ha chiesto di incontrare il direttore generale dell’Azienda Universitaria, Vincenzo D’Amato, ma è stata accompagnata fuori dalla vigilanza privata. Dal portavoce della Regione Campania, invece, si è saputo che «c’è un’inchiesta, la cosa già attenzionata dai vertici della sanità campana». Su tutto questo, per la seconda settimana, nel suo incontro del venerdì sui social, il presidente della Regione, Vincenzo De Luca, non ha fatto parola, parlando per la maggior parte del tempo di Gaza, Ucraina e Finanziaria, del nuovo appalto del Ruggi e di altre iniziative, lasciando sorpresi un po’ tutti coloro che s’attendevano una presa di posizione.

Le reazioni dell’opposizione

E, intanto, le nuove immagini mandate in onda su La7 fanno spirare altri venti furenti sul principale nosocomio della provincia di Salerno: «È assordante, nella circostanza, il silenzio omertoso e servile del sindaco di Salerno (primo responsabile della salute dei propri cittadini) che ancora tace per non disturbare il dominus, unico colpevole dell’indecente sistema sanitario campano, colui che sta privando i cittadini della Regione del diritto alle cure», ha affermato Roberto Celano , capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale. «È tempo di cambiare registro e abbandonare le battute da cabaret, con le quali chi ha la responsabilità della sanità regionale intenderebbe affrontare la terribile situazione in cui versa l’ospedale salernitano, nel recente passato struttura di eccellenza in alcuni reparti », ha sottolineato Giuseppe Fauceglia, coordinatore cittadino di Forza Italia.

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