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Stop “da Procida”, riabilitazione a Salerno a rischio

Nessuna risposta dall’Azienda sulla ricerca di nuovi spazi per i reparti che saranno chiusi per lavori: «Budget dai convenzionati limitati, così si fermano le cure»
Stop “da Procida”, riabilitazione a Salerno a rischio

SALERNO. Se non sarà individuato uno spazio per accogliere il reparto di Riabilitazione del “da Procida”, è a rischio l’assistenza riabilitativa pubblica a Salerno e anche in provincia. Entro la fine dell’anno, come noto, nell’ex sanatorio di via Calenda inizieranno i lavori per la realizzazione del “polo della riabilitazione”, una struttura d’eccellenza che si pone come obiettivo di diventare un riferimento non solo per la Campania ma per l’intero Mezzogiorno, dove saranno create un’unità spinale ma anche reparti per l’assistenza alle persone che hanno riportato importanti danni cerebrali. Lo start ai lavori, però, comporterà lo stop delle attività della Riabilitazione già site nella struttura del Carmine Alto. I lavoratori del reparto, i fisioterapisti, la Rappresentanza sindacale unitaria, il sindacato Cgil chiedono al direttore generale dell’Azienda Università, Vincenzo D’Amato, di individuare nell’ospedale “Ruggi”, in via San Leonardo, un’area per ospitare, per la durata dei lavori, il reparto che assiste gli ammalati che rientrano nel “codice 56”, cioè i pazienti che superate le fasi acute nei diversi reparti del presidio di via San Leonardo vengono assistiti nel reparto di Riabilitazione dell’ex sanatorio.

Allarme Cgil

Una squadra di 18 fisioterapisti si occupa di assistere ammalati provenienti dai reparti di Ortopedia, Neurologia, Neurochirurgia, Medicina, Pneumologia, Otorinolaringoiatra, Rianimazione e altre unità: si tratta di utenti che hanno bisogno di riabilitare le normali funzioni compromesse in seguito ai vari traumi (importanti) subiti. «Altre strutture riabilitative esistenti, se pure convenzionate, hanno un tetto massimo di utenza. Dopodiché le convenzioni cessano e le prestazioni diventano a pagamento se il numero di pazienti è troppo elevato», spiega Annamaria Naddeo della Cgil. Dunque se l’orientamento aziendale è quello di non individuare un’area dedicata al reparto e di utilizzare la squadra del reparto riabilitativo del “da Procida” per supportare gli altri 18 colleghi che, invece, si occupano al “Ruggi” delle fasi acute, rischia di scompare un reparto da 20 posti letto e il day hospital, che tratta decine di pazienti al mese nell’ex sanatorio. «Valutiamo positivamente i lavori per realizzare un nuovo polo, ma l’intera Rsu e la Cgil, chiedono alla direzione strategica di trovare spazio affinché le attività riabilitative della fase sub acuta possano continuare al “Ruggi”, sistemando almeno 15 letti e il day hospital riabilitativo», puntualizza Naddeo.

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