IL REPORT

Export agroalimentare e pandemia: numeri confortanti

Un record storico che fotografa la salubrità del settore e la passione che il sistema Made in Italy

La pandemia ci ha segnati ed ha segnato l’economia, ma l’agroalimentare continua a raccontare la forza Made in Italy. “Dobbiamo superare i nostri limiti, la vera svolta sta nella capacità di avere una visione”. Ecco cosa ne pensa la salernitana Sara Martucciello, esperta di negoziazioni internazionali. I numeri dell’export agroalimentare L’export agroalimentare italiano per il 2021 si attesta a 52 miliardi di euro. Un record storico che fotografa la salubrità del settore e la passione che il sistema Made in Italy è in grado di alimentare costantemente. Dati che, bene analizzati, raccontano di un desiderio di qualità tricolore volto a premiare sempre più i prodotti a denominazione e le aziende che scelgono le certificazioni.

«Nonostante i numeri ci dicano chiaramente che continua ad esserci sete di Made in Italy all’estero, noi non siamo pronti. Le piccole medie imprese italiane non sono propense al cambiamento, per questo restano al palo». L’analisi della fondatrice del marketplace Tigle.it Sara Martucciello è supportata da una lunga esperienza nel settore, coronata nel 2016 dalla nascita della trade company per il commercio estero WWNetwork Italia. «Gli imprenditori italiani non sono preparati a confrontarsi con il mercato estero, manca un reale processo di digitalizzazione, così come la conoscenza dell’inglese, il tutto condito da una buona dose di diffidenza. È tempo di entrare concretamente in questo villaggio globale che è diventato ancora più interessante con il sopraggiungere della pandemia».

Un momento mondiale così drammatico come la pandemia, in effetti, si è rivelato anche una spinta eccezionale dei mercati on-line. Tutti isolati, ma anche con una moltiplicazione di occasioni per restare vicini. Tra i principali clienti del tricolore a tavola ci sono gli Stati Uniti che si collocano al secondo posto con un incremento del 15%, ma positivo l’andamento anche in Germania. Il Made in Italy viaggia in rete Il 2020 è stato il boom per l’agroalimentare in rete, ma anche il 2021 non si è sottratto alla crescita segnando un ulteriore +21 per cento. Una necessità, quella di restare il più possibile in casa, che si è tradotto in uno sviluppo delle potenzialità del web. Riunioni a distanza, ma anche visite virtuali, presentazioni pubbliche, percorsi alla scoperta di chi c’è dietro ai propri prodotti preferiti. D’altronde alla base del successo del Made in Italy c’è un’agricoltura che è diventata la più green d’Europa con la leadership UE nel biologico, il maggior numero di specialità Dop/Igp/Stg riconosciute, 526 vini Dop/Igp e 5.333 prodotti alimentari tradizionali.

«Abbiamo tutto: storia, radici, passione, competenze ed un territorio dalle molteplici sfaccettature. Dobbiamo solo imparare a valorizzarlo meglio, superando il semplice storytelling che non basta a portare i nostri eccezionali prodotti all’estero. Abbiamo bisogno di professionisti a cui affidarci, un passo che viene subito dopo la consapevolezza che la digitalizzazione aziendale è una necessità per affrontare i tempi moderni e sopravvivere. Noi accompagniamo le aziende in ogni passaggio dell’import-export, gestendo gli ordini di acquisto on-line. È molto più semplice di quanto si immagini se si sa qual è la strada migliore da percorrere», conclude Martucciello.