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Il consumo di vino

di Antonella Petitti
Al centro dei dibattiti: è benefico o dannoso? Le risposte dell’IRVAS
Il consumo di vino

Negli ultimi tempi il dibattito sui danni del consumo di vino si è fatto acceso. È una parte importante della cultura conviviale italiana, ma spesso viene attaccato, anche senza supporti scientifici. In effetti, diversi studi epidemiologici hanno evidenziato da tempo come un consumo moderato, nell’arco di una vita adulta e in abbinamento a corretti stili di vita, non solo non sia dannoso, ma possa contribuire alla longevità concorrendo alla prevenzione delle malattie cardiovascolari. In particolare, risulta positivo per la cardiopatia ischemica (IHD), la quale rappresenta la prima causa di morte in Italia.

Un recente studio appena pubblicato su Nature Communications, condotto da ricercatori del Global Burden of Disease (GBD), si aggiunge alle numerose pubblicazioni internazionali sul tema. La mole di dati analizzata dagli autori è particolarmente significativa: è stata condotta una revisione sistematica dei dati provenienti da 122 studi osservazionali pubblicati tra il 1970 e il 2021.

Grazie a questa comparazione, gli autori hanno confermato che il consumo moderato di alcol è inversamente associato al rischio di IHD, trovando una relazione in cui un consumo di alcol da basso a moderato (fino a circa 50 g/die) è associato a un minor rischio di morbilità e mortalità per cardiopatia ischemica e morbilità per infarto miocardico (MI).

Considerazioni confermate anche dal prof. Attilio Giacosa, gastroenterologo al CDI di Milano, già Direttore dell’Unità di Gastroenterologia e Nutrizione Clinica dell’Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro di Genova.

Studi epidemiologici italiani e internazionali hanno già ampiamente evidenziato come un consumo abituale e moderato di vino, nell’arco della vita adulta e in abbinamento a un corretto stile alimentare, come quello della tradizione mediterranea, non sia dannoso ma benefico. Bere vino con moderazione riduce la mortalità rispetto agli astemi, mentre la mortalità aumenta drammaticamente con l’aumento del consumo. Questo rapporto virtuoso tra assunzione moderata di vino e salute è applicabile anche alla salute cognitiva. Un’assunzione moderata di vino all’interno di una dieta di tipo mediterraneo – che preveda anche il consumo di olio, frutta fresca, verdure, semi e pesce – può contribuire, quindi, al nostro benessere generale, favorendo non solo un aumento della durata della vita, ma anche minori rischi di deterioramento cognitivo”.

Non un elemento di rischio per la salute, dunque, purché sia consumato responsabilmente all’interno di un corretto stile di vita alimentare, in quantità moderate e durante i pasti, secondo un modello positivo di consumo, spesso associato a momenti di socializzazione e convivialità.

L’Istituto per la Ricerca su Vino, Alimentazione e Salute (IRVAS) è nato per promuovere e facilitare la diffusione della conoscenza e dell’informazione di temi riguardanti la dieta mediterranea e il consumo moderato e consapevole di vino, in rapporto ad una corretta alimentazione, alla salute e al benessere della popolazione, salvaguardando e valorizzando la cultura del territorio. Obiettivi dell’istituto sono la ricerca, l’approfondimento, il confronto e la partecipazione di accademici, istituzioni, operatori del settore e professionisti del mondo sanitario per educare in modo trasparente i consumatori e fare cultura su vino, alimentazione e salute. L’istituto ha forma giuridica di associazione senza scopo di lucro.

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