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Il brindisi è sempre più italiano

di Antonella Petitti
Anche all’estero lo spumante vince, passione degli americani
Il brindisi è sempre più italiano

Lo spumante italiano nel mondo ha superato, anche nel 2023, lo champagne francese. A svelarlo è l’indagine ISMEA – UIV, frutto di un’analisi dei dati divulgati dal comitato Champagne. Sono state 936 milioni le bottiglie di spumante italiano stappate nel mondo lo scorso anno, più del triplo di quelle di champagne che scendono ad appena 299 milioni (-8,2%).

All’estero viene stappato oltre i 2/3 del consumo di spumante italiano per un totale di 650 milioni di bottiglie, con i brindisi Made in Italy che dominano nettamente a livello internazionale davanti allo champagne, il quale riesce – però – a spuntare prezzi nettamente superiori. Fuori dai confini nazionali i consumatori più appassionati sono gli americani, dove però le bollicine italiane sono scese per la prima volta in valore del 9%, sottolinea Coldiretti.

Al secondo posto ci sono gli inglesi, in crescita del 5%, mentre su valori più bassi si trova la Germania ma con un +8% in valore. Lo spumante italiano piace molto anche in Russia, con un incremento dell’8%, nonostante le tensioni causate dalla guerra. A guidare la classifica delle produzioni nazionali è il Prosecco con un’incidenza del 70% degli spumanti imbottigliati che ne ha fatto uno dei simboli del Made in Italy all’estero.

Ma non è l’unico, considerata la varietà di spumanti che produciamo in Italia: dal Franciacorta all’Asti, dal Trento Doc alle piccole produzioni che si sono diffuse velocemente lungo tutto lo Stivale, dall’Abruzzo alla Sicilia, passando per Toscana, Marche, Lazio e Umbria. Ne sono esempi molto interessanti il Trebbiano, il Verdicchio, l’Oltrepò all’Alta Langa, il Moscato, la Falanghina, il Grechetto, la Malvasia, il Grillo, il Nero d’Avola, il Negroamaro, il Durello e il Vermentino.

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