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Eboli, rogo al Paterno: c’è il primo indagato

di Francesco Faenza
La donna che scatenò l’incendio con la stufa è accusata di omicidio colposo per la morte della 93enne Antonietta Zito
Eboli, rogo al Paterno: c’è il primo indagato

Denunciata la proprietaria dell’appartamento da dove partì l’incendio del 19 dicembre che devastò un intero palazzo Acer. Il rogo esplose al rione Paterno. Fuggirono tutti via, gli inquilini. Tutti, tranne due persone. Due donne. Una, cosciente e con leggere intossicazioni, venne salvata dai vigili del fuoco. L’altra venne ritrovata a terra, sul pavimento. Priva di sensi e intossicata in maniera grave. La donna 93enne era Antonietta Zito. La pensionata venne rianimata nel cortile di casa dai caschi rossi, in attesa dell’ambulanza del 118 che la trasferisse in ospedale. Antoniettà morì dopo 4 giorni nel reparto di Rianimazione.

L’ipotesi di reato

La proprietaria della stufa che scatenò il rogo deve rispondere di omicidio colposo per la morte di Zito. La procura della Repubblica di Salerno ha individuato il primo, presunto, responsabile della morte della pensionata. Le indagini non sono concluse. Sulla scrivania del pm c’è un fascicolo corposo di atti. Tra questi, c’è un video amatoriale. Girato con un telefonino dal figlio di Zito. Un video carico di accuse verso i soccorritori, fermi su un’autobotte senza acqua nel distaccamento dei vigili del fuoco di Eboli.

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