Non confondere la vertenza delle Fonderie Pisano con quella dello stabilimento ex Arcelor Mittal di Luogosano, nell’Avellinese. Questo il senso del chiarimento chiesto dalla proprietà dell’azienda in riferimento alle dichiarazioni dell’assessora regionale al Lavoro, Angelica Saggese, che, commentando la decisione dei vertici delle Fonderie di rifiutare l’invito a un confronto in Regione aveva invocato «serietà da parte dell’imprenditore».
Chiarimenti contenuti in una nota firmata da Dino Giordano, advisor strategico di Fonderie Pisano & C. S.p.A. per la gestione del tavolo di crisi, a cui è stata allegata copia della convocazione della Regione con oggetto “vertenza lavoratori ex ArcelorMittal Luogosano”. «La questione centrale, quella che ci preoccupa ogni giorno e che guida ogni nostro sforzo, riguarda gli oltre 100 lavoratori delle Fonderie Pisano che oggi sono senza lavoro a seguito del provvedimento di decadenza dell’Aia emesso dalla Regione Campania il 25 marzo scorso. Sono uomini e donne con famiglie, mutui, figli. È per loro che lavoriamo, è per loro che non ci fermiamo», premette la nota. In concreto, Giordano ricorda che «martedì 6 maggio i vertici di Fonderie Pisano si sono seduti a Roma con i tecnici del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e con i responsabili di Invitalia, presentando un piano industriale strutturato per la realizzazione di una nuova fonderia green, decarbonizzata ed elettrica. L’interesse concreto dimostrato dal Ministero – che ha dedicato alla nostra vicenda uno spazio rilevante nella propria agenda – è la conferma che il progetto ha gambe solide e merita attenzione istituzionale. Siamo grati al Mimit e a suoi rappresentanti per questa apertura».
Ma se i tecnici del Ministero e di Invitalia sono pronti ad accompagnare l’investimento della nuova fonderia anche con fondi pubblici dedicati, resta ancora l’enorme incognita sul dove destinare la nuova fonderia. «Desta perplessità, in questo contesto, ricevere dalla Giunta regionale – per il tramite degli assessori Fulvio Bonavitacola, Claudia Pecoraro e Angelica Saggese – una convocazione priva di qualsiasi elemento di merito e di un ordine del giorno che indicasse le aspettative istituzionali. Ciò premesso, voglio essere preciso – spiega Giordano – i lavoratori Pi.Co. coinvolti nella vicenda di Luogosano sono 32, e sono tutti già ricompresi in un perimetro di tutela contrattuale e occupazionale per i prossimi due anni, garantita dal gruppo Pisano. La loro posizione è presidiata. Confondere questa vicenda con quella ben più urgente e drammatica degli oltre 100 dipendenti delle Fonderie – attualmente privi di reddito da lavoro – non aiuta a trovare soluzioni: le disperde».

