Oggi, giovedì 7 maggio 2026, la Chiesa Cattolica commemora Santa Rosa Venerini, una figura rivoluzionaria per il suo tempo e una vera pioniera nel campo della pedagogia. Nata a Viterbo nel 1656, Rosa comprese fin da giovane che la marginalità sociale di molte donne era dovuta principalmente alla mancanza di istruzione e di una solida guida spirituale.
Dopo una breve esperienza in monastero, tornata a casa, iniziò a radunare le fanciulle della città per la recita del rosario, accorgendosi della profonda ignoranza religiosa e civile in cui versavano. Fu allora che intuì la sua missione: educare per liberare.
La nascita delle “Scuole Pie”: una rivoluzione per le donne
Il 30 agosto 1685, con l’approvazione del Vescovo di Viterbo, Rosa aprì la prima scuola pubblica femminile in Italia. Non si trattava di un semplice luogo di preghiera, ma di un centro dove le ragazze potevano imparare a leggere, scrivere e svolgere i lavori domestici, acquisendo consapevolezza della propria dignità.
Nonostante le resistenze di una parte della società dell’epoca, che vedeva con sospetto l’istruzione delle donne al di fuori delle mura dei conventi, Rosa non si arrese. Il suo modello educativo si diffuse rapidamente, portandola a fondare decine di istituti in tutto il Lazio e a Roma, dove ricevette il sostegno di Papa Clemente XI.
L’eredità di Santa Rosa e le Maestre Pie Venerini
Santa Rosa Venerini morì a Roma il 7 maggio 1728. Il suo carisma continua a vivere ancora oggi grazie alle Maestre Pie Venerini, la congregazione da lei fondata che opera in tutto il mondo, portando avanti il suo progetto educativo nelle aree più bisognose.
Rosa è stata proclamata santa da Papa Benedetto XVI nel 2006, ed è ricordata come la “maestra delle maestre”, colei che ha trasformato l’insegnamento in una forma altissima di carità cristiana. Oggi è la patrona degli educatori e delle scuole popolari femminili.

