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San Marzano sul Sarno, maxi evasione dei tributi del ristoratore

di Gaetano de Stefano
I giudici: giusto l'ordine di chiusura
San Marzano sul Sarno, maxi evasione dei tributi del ristoratore

La V Sezione del Consiglio di Stato (presieduta da Diego Sabatino) dà ragione al Comune di San Marzano sul Sarno, precisando come un Ente possa sospendere, o addirittura chiudere, un’attività commerciale che non paga la Tari. La sentenza, che ribalta la decisione della sezione salernitana del Tar Campania, in buona sostanza legittima i regolamenti comunali anti-evasione dei tributi locali. E dichiara legittimi i provvedimento con i quali il Comune salernitano aveva sospeso la licenza ad un noto e storico ristorante locale.

Al centro della vicenda oggetto del contenzioso amministrativo c’è proprio l’esercizio pubblico di San Marzano sul Sarno, ai cui gestori era stato contestato di aver omesso il pagamento della Tari per le annualità 2019, 2020 e 2021, accumulando un debito complessivo di circa 84.390 euro. Il Comune aveva prima diffidato la società, poi avviato il procedimento di sospensione e infine emesso l’ordinanza che imponeva la chiusura temporanea dell’esercizio per novanta giorni. Il ristorante aveva impugnato i provvedimenti davanti al Tar di Salerno che aveva accolto il ricorso. Il giudice di primo grado, infatti, aveva ritenuto illegittimi sia il regolamento comunale sia le ordinanze di sospensione, sostenendo che la violazione tributaria dovesse essere “grave e definitivamente accertata” richiamando in via analogica anche i criteri previsti dal codice degli appalti. Il Consiglio di Stato, tuttavia, ha smontato questa impostazione punto per punto.

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