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Corso di Salerno, riapre il cantiere. E chiude il bar dei giovani

di Eleonora Tedesco
Altri scavi nell’area già interessata dal restyling. Nuova serrata in via Velia, un locale abbassa le serrande. Il titolare: «Ho investito tanti soldi, ora non posso andare avanti»
Corso di Salerno, riapre il cantiere. E chiude il bar dei giovani

Probabilmente passerà alla storia delle opere pubbliche della città come il cantiere partito male e tardi e continuato peggio. Una sorta di “eterno ritorno” dell’intervento che, per lungo tempo, ha creato (e sta ancora creando) grossi disagi. Fatto sta che a partire da lunedì prossimo, per una serie di giorni non specificati, saranno avviati e completati interventi di scavo – definiti in una nota del Comune come “puntuali” – su corso Vittorio Emanuele, nell’area già interessata dal restyling della passeggiata pedonale simbolo del centro della city. I problemi, continua il comunicato dell’Ente di Palazzo Guerra, sono «connessi alla rete elettrica» ma, soprattutto, «i lavori saranno effettuati nel tratto del Corso Vittorio Emanuele compreso tra via dei Principati e via Diaz». Praticamente si torna al “via”: si scava proprio nel tratto che è stato appena terminato e consegnato. Nella nota, tra l’altro, ci si scusa anche con la «cittadinanza per eventuali disagi collegati agli interventi», senza definire tempi certi sul completamento delle nuove lavorazioni.

Scuse che, invece, i commercianti e ristoratori di via Velia, ingabbiati dalla prosecuzione del cantiere per il completamento della ristrutturazione del Corso, non hanno ancora ascoltato. E, soprattutto, gli operatori economici non hanno avuto risposte certe sui tempi di chiusura dei lavori in corso che stanno mettendo in ginocchio le attività commerciali. E, come in una lenta ma inesorabile agonia, anche uno dei locali diventato uno degli ultimi punti di riferimento della movida dei più giovani ha deciso di chiudere proprio a causa dei problemi causati dal cantiere.

«Le cose potevano essere svolte diversamente, l’intervento sulla strada poteva essere fatto per step e, soprattutto, con la maggior velocità possibile. Ci hanno consegnato un cronoprogramma di nove mesi, da febbraio al 31 ottobre, e considerando i fitti che paghiamo, andiamo incontro a un calo se non all’azzeramento del fatturato. Chi fa l’aperitivo o cena con la polvere intorno? Basta una ventata e la serata è finita. Così non c’è modo di lavorare», lo sfogo del titolare del bar, Alfonso Falcone. Che racconta nel dettaglio i disagi vissuti in queste settimane dai commercianti di via Velia: «Addirittura per molti giorni hanno reso inaccessibile il locale. Questa situazione ci ha messo in ginocchio e ha causato problemi con i proprietari. Dopo otto anni, un ragazzo di 35 anni tornato da Londra per investire nella sua città si trova a dover affrontare delle problematiche per cause esterne».

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