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Montecorice, Michele e Maria nel dirupo dopo l’impatto con un furgone

di Andrea Passaro
L'avvocato che ha assunto la difesa del 24enne deceduto: «Non c'era una barriera stradale, ma una ringhiera»
Montecorice, Michele e Maria nel dirupo dopo l’impatto con un furgone

Tragico schianto nella notte tra venerdì e sabato scorsi nel tratto costiero di Agnone Cilento, frazione del Comune di Montecorice. A perdere la vita sono stati due fidanzati residenti a Capaccio Paestum: si tratta di Michele Pirozzi, 29 anni, e Maria Magliocco, 24. I due giovani stavano viaggiando a bordo di una Volkswagen Polo quando, giunti in prossimità della località Ripe Rosse, si sono scontrati contro un furgone Citroen Jumper che transitava in direzione opposta. Dopo l’impatto, il veicolo sul quale si trovavano i due giovani ha sfondato la barriera posta a margine della carreggiata e sono precipitati nella scarpata sottostante dopo un volo di circa 200 metri. Nel capovolgersi più volte, i due occupanti sarebbero stati sbalzati fuori dall’abitacolo mentre l’auto ha terminato la corsa sugli scogli.

Sul luogo dell’incidente sono giunti, sotto shock, i familiari delle stesse, insieme ad alcuni residenti della zona. Informato il magistrato di turno presso la Procura della Repubblica di Vallo della Lucania, è stato disposto il sequestro delle salme, che si trovano ora presso l’obitorio dell’ospedale San Luca di Vallo della Lucania, in attesa della fissazione della data di svolgimento degli esami autoptici. Questi dovrebbero svolgersi molto probabilmente domani. Ferito lievemente il conducente del furgone, un pasticciere, che è stato medicato sul posto. L’uomo è stato sottoposto agli esami alcolemici e tossicologici. A quest’ultimo test sarebbe risultato positivo. L’iscrizione nel registro degli indagati appare scontata. La contestazione per omicidio stradale verrà aggravata dalla positività alle sostanze stupefacenti, se le controanalisi di laboratorio dovessero confermare i primi dati positivi.

Scossa la comunità capaccese dove i due giovani vivevano. Il ragazzo lavorava presso l’azienda di famiglia in località Sabatella, mentre la ragazza in un noto bar. Molto critico sulle condizioni della strada l’avvocato Antonio Mondelli, che ha assunto la difesa della famiglia della 24enne: «Quello che è accaduto è assurdo e sconfortante. Quella presente sul tratto non è una barriera stradale, ma una normale ringhiera non in grado di reggere un forte impatto. Quanto accaduto evidenzia ancora una volta le condizioni di incuria della strada, così come dei sistemi di protezione passivi, assolutamente inadeguati. Fanno specie il nichilismo delle istituzioni nella gestione della cosa pubblica e il silenzio della popolazione, ormai rassegnata. Con un guardrail idoneo probabilmente i due ragazzi si sarebbero potuti salvare»

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