Nuovo colpo alla filiera della contraffazione nel napoletano. Nell’ambito di un piano di rafforzamento per la tutela del “Made in Italy”, i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli hanno smantellato un immenso showroom del falso a San Giorgio a Cremano. L’operazione si è conclusa con il sequestro di oltre 25.000 articoli e la denuncia di quattro persone.
Un vero showroom di 530 metri quadrati nascosto da tendaggi
L’indagine, condotta dal Gruppo Pronto Impiego di Napoli, ha permesso di individuare un locale di circa 530 metri quadrati che fungeva da vero e proprio hub logistico. Per sfuggire ai controlli, l’ingresso era occultato da appositi tendaggi, ma all’interno i finanzieri si sono trovati di fronte a un allestimento professionale: scaffalature in legno, divisione sistematica per brand e tipologia di prodotto, proprio come in un ordinario esercizio commerciale di lusso.
Oltre 40 grandi firme: dai capi d’abbigliamento ai Rolex
La varietà della merce rinvenuta testimonia l’ampiezza del giro d’affari. Tra gli scaffali erano esposti capi e accessori riportanti i loghi di oltre 40 note griffe, tra cui Gucci, Louis Vuitton, YSL e Fendi. Non solo abbigliamento: i militari hanno rinvenuto anche riproduzioni di orologi Rolex e penne di lusso a marchio Cartier e Mont Blanc, tutte realizzate con una cura del dettaglio tale da poter ingannare i consumatori meno esperti.
Individuata la filiera: dal grossista alle spedizioni
L’operazione non si è fermata al solo sequestro della merce. Gli inquirenti hanno identificato in uno dei presenti il “grossista” di riferimento, figura chiave che riforniva i rivenditori al dettaglio della città di Napoli. Adiacente all’area espositiva, è stata scoperta anche una sala adibita a centro spedizioni, con merce già imballata, etichettata e pronta per essere immessa sul mercato parallelo nazionale.
Denunce e reati contestati dalla Procura di Napoli
Al termine delle attività, i quattro soggetti identificati sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Napoli (sotto il coordinamento del Procuratore Aggiunto Alessandro Milita). Le accuse ipotizzate a loro carico sono di detenzione ai fini della vendita di prodotti contraffatti e ricettazione. Il materiale sequestrato, se immesso sul mercato, avrebbe fruttato ingenti guadagni illeciti, alimentando l’economia sommersa a danno delle imprese oneste.

