Lo scorso giovedì, a piazza Amabile, è giunto il venerato Quadro della Beata Vergine del Rosario di Pompei, che è stato accompagnato in processione, percorrendo il borgo porticato cavese fino al Convento di San Francesco, dove rimarrà esposto alla venerazione dei fedeli fino a domani. A Cava de’ Tirreni, il primo passaggio del quadro si tenne il 14 marzo 1948. Le notizie e la breve cronaca del pellegrinaggio e della sosta si legge ne “il Castello” (giornale cavese) che, al 21 marzo, riporta l’avvenimento.
Il quadro giunse verso mezzogiorno e fu acclamato da «una folla innumerevole di cavesi accorsi da tutti i villaggi a gremire il Corso e Piazza Duomo senza distinzione di fede politica». Il primo a parlare fu il sindaco Avigliano il quale propose, alla cittadinanza, di «fermare nel tempo, con lapide marmorea da apporre nella stessa piazza, il pio avvenimento» ricevendo una unanime approvazione. Il vescovo Mons. Francesco Marchesani prese in consegna, dal Vescovo di Nocera, il quadro per accompagnarlo a Vietri sul Mare (dove passò sotto la custodia del Vescovo di Salerno). Dopo la benedizione del Marchesani e una sua «breve calda orazione», alle ore 12:30, il quadro riprese il suo cammino per Salerno «procedendo su un altare dorato sistemato su di un autocarro appositamente addobbato». Il giorno dopo, nel ritorno da Salerno, «la Vergine del Rosario è stata ancora devotamente venerata da una moltitudine di fedeli che è rimasta ad attenderla lungo la Via Principe Amedeo per lunghe ore».
La proposta del sindaco Avigliano non rimase assolutamente tale. Nella tornata di Giunta del 22 maggio 1948 (n. 885 e dopo deliberazione di Consiglio del 15 maggio), si stanziavano lire 30.000,00 per la «messa in opera di una lapide di pietra di Tivoli o di Trani, in lastra di cm 5 delle dimensioni di metri 1×2, con superficie levigata e bordi tranciati, portante ai quattro angoli borchie in marmo scuro e con la incisione di 500 lettere a carattere “romano classico” verniciate in rosso». I lavori venivano affidati alla ditta D’Amico Giuseppe. Nel luglio 1948, la lapide venne installata e benedetta. La cerimonia aveva una duplice valenza poiché coincideva con la partenza del vescovo Marchesani che era stato trasferito a Chiavari. La cronaca la si legge nel summenzionato giornale “il Castello” dell’11 luglio 1948 a firma di Daniele Caiazza.
Dopo la messa celebrata nel Duomo cittadino e la benedizione impartita ai presenti, il Vescovo uscì in piazza Duomo «per scoprire, tra una moltitudine di popolo che vi si era raccolto, la lapide che fissa nel tempo la data in cui la Madonna di Pompei fu in pellegrinaggio a Cava». L’epigrafe fu dettata dal prof. Federico De Filippis, preside del Liceo-Ginnasio. Nello stesso mese di luglio, con delibera di Giunta (n. 939), la ditta D’Amico veniva pagata per la lapide visto che il lavoro era stato eseguito a regola d’arte e «che la lapide è stata regolarmente apposta sulla facciata del palazzo vescovile».

Oggi, la lapide è posta presso l’ingresso del Seminario arcivescovile di Cava de’ Tirreni. Da una foto originale del 1948 si deduce che quella attuale non è l’originale, bensì una prodotta più tardi. Probabilmente, la prima venne distrutta duranti i lavori di rifacimento del Palazzo vescovile. La lapide originale, come da foto dell’epoca e con piccolissime diversità con l’attuale, recitava: “In questa piazza / dove sostò per un’ora / la Santissima Vergine di Pompei / peregrinante / in un trionfo di luci di suoni di canti / dal suo santuario / per le province di Napoli di Salerno / tutto il popolo di Cava / nella più compiuta e mistica comunione di anime / con vibranti acclamazioni e fervide preci / si consacrò / alla Vergine delle Vergini / eterna fonte di luce di vita di amore / nel cammino trionfale della cristianità / Questa lapide – proposta dal Sindaco voluta dal popolo – tramandi ai posteri lo storico fausto evento – luminosa testimonianza della tradizionale devozione alla Madonna di Pompei / Marzo 1948”.

