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Orrore e violenza di gruppo: arrestato a Reggio Emilia un 67enne di Pagani

La vittima, una donna che all'epoca aveva 38 anni, era stata attirata con la promessa di un impiego
Orrore e violenza di gruppo: arrestato a Reggio Emilia un 67enne di Pagani

Si chiude dopo quindici anni una delle pagine più buie della cronaca tra l’Emilia e l’Agro Nocerino-Sarnese. I Carabinieri della Stazione Santa Croce di Reggio Emilia hanno tratto in arresto un uomo di 67 anni, originario di Pagani, in provincia di Salerno. L’uomo è destinatario di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura di Nocera Inferiore a seguito di una condanna definitiva per violenza sessuale di gruppo, sequestro di persona e minaccia aggravata.

La trappola del falso colloquio di lavoro

I fatti che hanno portato alla condanna risalgono al gennaio 2011. La vicenda ha inizio con un inganno crudele: la vittima, una donna che all’epoca aveva 38 anni, era stata attirata con la promessa di un impiego. Proprio il 67enne l’aveva prelevata sotto casa, convincendola che l’avrebbe accompagnata a un colloquio di lavoro. Tuttavia, l’auto non si diresse verso un ufficio, ma verso un capannone isolato, trasformato per ore in un vero e proprio teatro dell’orrore.

Violenze e pistole alla testa: il racconto dell’orrore

Una volta giunti nel capannone, la donna è stata segregata e sottoposta a ripetuti abusi da parte del 67enne e di due complici. A rendere lo scenario ancora più agghiacciante è stata la brutalità delle minacce: gli inquirenti hanno ricostruito che, mentre uno degli aggressori consumava la violenza, gli altri a turno puntavano una pistola alla testa della vittima. Un metodo spietato per paralizzarla con il terrore di un’esecuzione imminente e intimarle il silenzio assoluto su quanto stava accadendo.

Il coraggio della vittima contro minacce e tentativi di corruzione

Nonostante lo shock e le pesanti minacce di morte, la donna ha dimostrato una forza straordinaria. Gli aguzzini hanno cercato persino di “comprare” il suo silenzio con offerte di denaro, ma la vittima non si è piegata, denunciando immediatamente l’accaduto ai Carabinieri. Quella denuncia ha dato il via a una complessa indagine che, attraverso riscontri e testimonianze, ha permesso di identificare i colpevoli e ricostruire ogni singolo istante di quella notte drammatica.

La condanna definitiva e il trasferimento in carcere

L’iter processuale si è concluso ufficialmente lo scorso 9 febbraio 2026, quando la sentenza del Tribunale di Nocera Inferiore è diventata irrevocabile. L’uomo è stato condannato a 7 anni di reclusione, subendo inoltre l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e la perdita di diritti civili fondamentali. Rintracciato nella sua abitazione a Reggio Emilia, dove si era stabilito da tempo, il 67enne è stato condotto in carcere dai militari dell’Arma il 7 marzo. Dovrà ora scontare una pena residua di 6 anni, 11 mesi e 16 giorni.

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