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De Rosa: «Il nuovo disordine mondiale? Europa davanti alla sua fragilità»

Analisi del Cavaliere sulle conseguenze energetiche e industriali per l’Ue dell'attacco all'Iran
De Rosa: «Il nuovo disordine mondiale? Europa davanti alla sua fragilità»

Dopo l’attacco all’Iran e la nuova crisi nel Golfo Persico, il Cavaliere Domenico De Rosa analizza le conseguenze energetiche e industriali per l’Europa. Tra incertezza geopolitica, errori strategici e divisioni interne degli Stati membri, il continente rischia di pagare un prezzo economico molto alto.

Cavaliere De Rosa, l’attacco all’Iran e l’escalation nel Golfo stanno riaccendendo uno dei punti più delicati dell’equilibrio globale. Che cosa cambia nello scenario internazionale?
Cambia soprattutto la percezione della stabilità. Il sistema internazionale si sta muovendo verso una fase di disordine competitivo in cui i conflitti regionali producono effetti immediati sull’economia globale. Il Golfo Persico non è una periferia del mondo ma uno snodo energetico decisivo. Se quella regione entra in una fase di instabilità prolungata, il primo effetto è l’aumento dei prezzi dell’energia e il secondo è una nuova incertezza nei flussi commerciali.

Cavaliere, quali potrebbero essere le conseguenze energetiche più immediate per l’Europa?
L’Europa è strutturalmente esposta a queste tensioni. Il nostro continente non ha autonomia energetica e dipende da rotte lunghe e geopoliticamente complesse. Quando si aprono crisi nel Golfo, i mercati reagiscono immediatamente con aumenti del petrolio e del gas. Questo significa energia più cara per l’industria europea e quindi un ulteriore indebolimento competitivo rispetto agli Stati Uniti o alla Cina, che partono già da condizioni energetiche molto più favorevoli.

Cavaliere De Rosa, la manifattura europea sembra già in difficoltà. Una nuova crisi energetica può aggravare il quadro?
Senza dubbio. La manifattura europea vive già una fase delicata fatta di costi energetici elevati, regolazioni ambientali molto severe e una domanda industriale meno dinamica rispetto ad altre aree del mondo. Se a questo si aggiunge una nuova pressione sui prezzi dell’energia, il rischio è di colpire il cuore produttivo del continente. L’Italia in particolare ha un sistema industriale forte ma fragile sul piano dei costi. Basta poco per compromettere margini e competitività.

Cavaliere, lei parla spesso di mancanza di visione strategica europea. In questo contesto cosa intende?
Intendo una cosa molto semplice. L’Europa ha costruito negli ultimi anni un sistema regolatorio molto sofisticato ma non ha costruito una vera strategia industriale ed energetica. Le decisioni spesso nascono dentro circuiti burocratici lontani dall’economia reale. Il risultato è che oggi ci troviamo con industrie esposte ai costi energetici globali senza avere gli strumenti geopolitici per difendere la nostra sicurezza energetica.

Cavaliere De Rosa, molti osservatori parlano anche di divisioni politiche tra gli Stati membri. Quanto pesano?
Pesano moltissimo. L’Europa dovrebbe agire come un attore strategico ma troppo spesso si muove come una somma di interessi nazionali che rispondono a esigenze di politica interna. In alcuni casi vediamo governi che assumono posizioni più orientate alla propaganda domestica che alla difesa dell’interesse strategico europeo. Il caso della Spagna, con alcune prese di posizione molto distanti dalle logiche dell’alleanza occidentale, è un esempio evidente di questa frammentazione.

Cavaliere, quindi l’Europa rischia di trovarsi impreparata davanti a questo nuovo ordine mondiale?
Più che un nuovo ordine mondiale io parlerei di un mondo che ha perso il suo equilibrio precedente. In una fase come questa servono lucidità strategica e leadership politica. L’Europa invece appare spesso incerta e poco autorevole sulla scena internazionale. Questo è un problema serio perché i grandi equilibri energetici e commerciali si decidono in queste fasi storiche.

Cavaliere De Rosa, quale dovrebbe essere allora la direzione strategica per l’Europa.
La direzione dovrebbe essere quella del pragmatismo. L’Europa deve tornare a ragionare in termini di sicurezza energetica, competitività industriale e stabilità geopolitica. Non possiamo permetterci approcci ideologici in un mondo che sta diventando sempre più duro e competitivo. Servono alleanze solide, infrastrutture energetiche diversificate e una politica industriale che protegga la capacità produttiva del continente.

Cavaliere, in questo scenario qual è il ruolo che può avere il rapporto con la Russia nel lungo periodo?
La Russia è una realtà geografica e geopolitica che non può essere cancellata dalla carta. È un paese vicino all’Europa e rappresenta una componente fondamentale dell’equilibrio energetico del continente. Questo non significa ignorare i conflitti o le responsabilità politiche, ma significa avere la lucidità di capire che nel lungo periodo l’Europa dovrà trovare una forma di stabilizzazione dei rapporti con Mosca. La sicurezza energetica e la sopravvivenza industriale del nostro continente passano anche dalla capacità di ricostruire un dialogo quando le condizioni lo permetteranno.

Cavaliere De Rosa, qual è il messaggio finale che sente di lanciare in questo momento storico?
Che l’Europa deve ritrovare senso della realtà e responsabilità politica. Il mondo sta entrando in una fase di competizione dura tra grandi potenze e in questo contesto non possiamo permetterci divisioni o visioni ideologiche. Dobbiamo affrontare i problemi con pragmatismo, ricostruire equilibri energetici stabili e difendere la nostra base industriale. Solo così il continente potrà attraversare questa fase di grande instabilità senza perdere il suo ruolo economico e produttivo.

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