Skip to content

Papa Leone: «Al centro del lavoro ci sia sempre la persona»

di Gaetano de Stefano
Il Pontefice scrive alla Spinelli della Feneal Uil Salerno dopo il memoriale sulle morti bianche
Papa Leone: «Al centro del lavoro ci sia sempre la persona»

«Al centro di qualsiasi dinamica lavorativa non si devono mettere né il capitale, né le leggi di mercato, né il profitto, ma la persona, la famiglia e il loro bene». È il messaggio forte e diretto contenuto nella lettera inviata da Papa Leone XIV alla segretaria provinciale della Feneal Uil, Patrizia Spinelli, che aveva scritto al Santo Padre un memoriale dedicato ai lavoratori morti sul lavoro.

La lettera del Papa: “Centralità della persona e della famiglia”

Nel suo messaggio, il Pontefice richiama i principi della Dottrina sociale della Chiesa, sottolineando che ogni programmazione d’impresa deve partire dalla dignità della persona e dalle reali esigenze dei lavoratori e delle loro famiglie.
Un monito che invita a superare una visione del lavoro fondata esclusivamente su profitto e mercato, rimettendo al centro la tutela della vita e dei diritti.

Il memoriale per le vittime del lavoro

La lettera papale risponde al documento inviato da Patrizia Spinelli «a nome di tutte le donne e gli uomini che hanno perso la vita sul lavoro e di quanti ogni giorno rischiano di non tornare alle proprie case».
Nel memoriale, la sindacalista aveva chiesto «un segno di paterna vicinanza» per le famiglie colpite dalle tragedie sul lavoro e per chi continua a operare in condizioni di rischio.

La risposta dopo l’ennesima “morte bianca” nel Salernitano

La risposta del Papa arriva all’indomani di un nuovo dramma nel territorio della provincia di Salerno, un’ennesima “morte bianca” che si aggiunge a una lunga lista di vittime.
Il Santo Padre, oltre alla Benedizione Apostolica, assicura «il ricordo all’Altare» ed esorta a perseverare nel servizio a tutela di madri e padri di famiglia.

Il dolore per Carmine Albero

Tra i casi che hanno colpito maggiormente l’opinione pubblica c’è quello di Carmine Albero, giovane meccanico originario di Sarno.
«Non possiamo più parlare di fatalità – afferma Spinelli –. È l’ennesima vita spezzata mentre costruiva il proprio futuro. Come sindacalista e come donna sento il peso di questa tragedia».

“Il lavoro è vita, mai morte”

Spinelli ricorda le parole contenute nella lettera inviata al Pontefice: «Il lavoro è vita e non può mai diventare morte. Ogni vittima del lavoro è una ferita che lacera la fraternità umana».
Un appello che, sottolinea, non era simbolico ma concreto e che ha trovato ascolto nella risposta papale, giunta tramite la Segreteria di Stato.

Sicurezza sul lavoro: “Non è un costo, è il confine tra vita e morte”

La Benedizione Apostolica, per la segretaria della Feneal Uil, non deve restare un gesto simbolico:
«La sicurezza non è burocrazia e non è un costo: è il confine tra la vita e la morte. La memoria di Carmine Albero deve diventare responsabilità concreta: prevenzione reale, formazione continua, controlli rigorosi e cultura della sicurezza».
Il messaggio conclusivo è netto: «Non possiamo più permettere che il lavoro diventi morte. Il lavoro deve essere sempre vita».

Leggi anche

Operaio morto a Cava de’ Tirreni, Marchesano: «Garantire sicurezza nei cantieri»
Nocera Inferiore, trovato morto l’uomo scomparso da ieri
Agropoli, sfoda col motorino porta ingresso del bar e ruba la cassa

Fondazione Vito Di Canto E.T.S. – Via Maestri del Lavoro, SNC – Eboli (SA) P.iva 02038640765

Il giornale aderisce alla FILE (Federazione Italiana Liberi Editori) e all’IAP (Istituto di autodisciplina pubblicitaria) Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte di questo giornale può essere riprodotta con alcun mezzo e/o diffusa in alcun modo e a qualsiasi titolo