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Fondi Ue per la ricerca usati per spese personali: professore della Federico II indagato

Intercettazioni su telefoni e pc finiti a casa
Fondi Ue per la ricerca usati per spese personali: professore della Federico II indagato

«Ti chiedo però… senza scuorno… ma possiamo prendere anche qualche elettrodomestico?». È una delle frasi intercettate dagli investigatori che coinvolge Luigi Cembalo, professore ordinario alla facoltà di Scienze Agrarie della Università di Napoli Federico II, indagato dalla Procura Europea per un presunto giro di corruzione e uso illecito di fondi comunitari destinati alla ricerca.

Fondi Ue usati per spese personali: la richiesta intercettata

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il docente – ignaro di essere intercettato – avrebbe chiesto al titolare della società Databroker, Claudio Caloia, di poter utilizzare parte delle somme ottenute tramite preventivi gonfiati per acquistare beni destinati all’uso privato.
Per entrambi i pm hanno chiesto gli arresti domiciliari, ritenendo che il sistema fosse strutturato e reiterato nel tempo.

Il “tesoretto” e i dispositivi per la famiglia

Dalle indagini emerge che Cembalo, insieme a un assistente, curava gli acquisti di materiale informatico del dipartimento accumulando un vero e proprio “tesoretto”. Denaro che sarebbe stato poi utilizzato per ottenere telefoni, computer e dispositivi elettronici per sé, la moglie e la figlia.
In una conversazione con la moglie Daniela Pirro, il professore parlava della consegna imminente di telefoni: «…ci stanno solo colore silver». La risposta: «Bleah… io lo voglio blu».

Il pc “della ricerca” finito a casa

Un passaggio centrale dell’inchiesta riguarda un computer che, formalmente acquistato con fondi universitari per la ricerca e consegnato alla sede del dipartimento di Portici, sarebbe stato portato a casa del docente a San Giorgio a Cremano.
Le intercettazioni chiarirebbero l’effettivo utilizzo domestico del dispositivo: Cembalo racconta di aver installato giochi esclusivi Microsoft e di aver collegato un visore per videogiochi, vantandosi di aver battuto il figlio in una sfida.

“Uso illecito dei fondi destinati alla ricerca”

Per i magistrati, quanto emerso «fugava ogni ragionevole dubbio» sulla reale destinazione del pc, che – seppur acquistato con fondi pubblici – sarebbe stato utilizzato per finalità private.
L’inchiesta punta a chiarire l’intero sistema di approvvigionamento del materiale informatico e il presunto meccanismo di sovrafatturazione, che avrebbe consentito l’uso distorto delle risorse europee.

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