“Sapore di Mare – Il Musical”, adattamento teatrale del celebre film dei fratelli Vanzina, approda in scena in una veste completamente nuova, tra canzoni iconiche degli Anni Sessanta, amori estivi e atmosfere senza tempo. Protagonista nei panni di Marina, la ragazza della porta accanto che ha fatto sognare intere generazioni, è Fatima Trotta, chiamata a raccogliere l’eredità del personaggio interpretato sul grande schermo da Marina Suma. Lo spettacolo, con l’adattamento firmato da Enrico Vanzina e Fausto Brizzi e la regia di Maurizio Colombi, andrà in scena sabato al Teatro Eduardo De Filippo di Agropoli nell’ambito della stagione teatrale, organizzata con Teatro Pubblico Campano, curata da Pierluigi Iorio.
Cos’ha provato nell’interpretare un personaggio così iconico?
Ho accettato ben volentieri la proposta di fare questo spettacolo perché ricordavo perfettamente il film, lo conoscevo benissimo. Con il regista abbiamo cercato di rendere Marina Suma, sì, la ragazza della porta accanto, la ragazza semplice che tutti ricordano; ma ovviamente il regista si è trovato davanti un personaggio come me, più dinamico, anche per il mio trascorso in programmi sempre affini alla comicità. E dunque Marina diventa sì, una ragazza semplice, che faceva girare la testa e innamorare i ragazzi per la sua semplicità, ma anche un po’ per la sua ironia e il suo modo brillante.
Sapore di Mare riesce a parlare sia alle generazioni che hanno vissuto in quegli anni e sia alle nuove generazioni?
Purtroppo i ragazzi di oggi, non tutti ma una parte, non conoscono – ahimè – questo film cult di Vanzina. È un dato che abbiamo riscontrato nel corso di questi quasi due anni di tournée. Eppure abbiamo visto tanti giovani seduti in platea: magari non conoscono il film, ma si lasciano conquistare dallo spettacolo, che risulta estremamente piacevole e coinvolgente. Racconta l’amore, i primi fidanzamenti, i batticuori, l’amicizia: temi universali in cui è facile riconoscersi. Così, sia le vecchie sia le nuove generazioni finiscono per immedesimarsi nella storia. Il filo conduttore è la musica, vera anima dello spettacolo. Anche i giovanissimi più “ostili” alla musica classica italiana finiscono per riconoscere e cantare brani che sono diventati dei cult assoluti: evergreen intramontabili.
A proposito di canzone, ce n’è qualcuna che sente più sua?
“Mi sei scoppiato dentro al cuore” di Mina, una poesia. Ma anche le altre.
Se dovesse descrivere in tre parole Sapore di mare, quali sarebbero?
Divertente, perché può sembrare banale, però è estremamente colorato. Le persone che vedranno lo spettacolo devono aspettarsi, sì, la storia del film, ma il musical, essendo un adattamento teatrale, ha un colore un po’ cartoon, quindi i personaggi sono un po’ estremizzati e quindi anche molto colorati. I costumi di Diego Dalla Palma sono molto colorati, anche la scena, le luci.
E poi?
Credo poi si possa definire “anticamente attuale”, nel senso che è vero che andiamo a raccontare gli amori di quell’epoca, oggi ovviamente è tutto molto più smart. Però i valori come l’amore e l’amicizia sono sempre uguali: cambiano nel linguaggio, però alla fine è sempre quello. E infine posso aggiungere anche nostalgico in alcune circostanze, perché abbiamo riscontrato, nel corso di queste due stagioni di tour, che soprattutto coloro che sono un po’ più adulti, piangono. Lascia, infatti, quello strascico di “Celeste nostalgia”, citando Riccardo Cocciante.

