Il campo progressista che si prepara a sfidare Vincenzo De Luca alle prossime elezioni comunali di Salerno non ha ancora individuato un candidato unitario. A tre mesi dal voto, restano incertezze sia sul nome sia sull’identikit del profilo da schierare: una figura moderata capace di intercettare l’area centrista oppure un esponente più spostato a sinistra, vicino alle battaglie civiche e associative.
La coalizione, composta da Movimento 5 Stelle, Sinistra Italiana (senza i Verdi), Azione, Oltre, Noi di Centro, Casa Riformista, Salerno in Comune e Semplice Salerno, si è riunita in un lungo vertice che ha avviato il metodo di selezione, ma senza arrivare a una sintesi.
Una coalizione larga ma senza un nome
La riunione tra le varie anime del cosiddetto “altro campo” – senza Partito democratico e senza Psi – ha visto la partecipazione anche di altre realtà cittadine pronte ad appoggiare il progetto. L’obiettivo resta costruire un’alternativa al modello amministrativo deluchiano, ma il nodo principale è la scelta del candidato sindaco.
Secondo quanto filtra dagli ambienti politici, i centristi guardano a un profilo simile a quello di Alfonso Andria, considerato l’unico vero competitor che De Luca abbia incontrato nel suo percorso elettorale. La componente più a sinistra, invece, spinge per un nome legato ai partiti ma soprattutto al mondo civico e associativo salernitano.
Il timore di una candidatura debole
Ogni possibile candidato viene valutato soprattutto in termini di consenso elettorale. Al momento, nessuno appare in grado di reggere l’impatto della macchina elettorale deluchiana, già pienamente operativa sul territorio.
La mancata convergenza rischia di compromettere la tenuta stessa dell’alleanza: senza un profilo condiviso potrebbe aprirsi uno scenario di “liberi tutti”, con nuove alleanze e spostamenti di pacchetti di voti, oltre a rendere più difficili le mediazioni interne tra i vari partiti e movimenti.
Villani (M5S): “Costruire un’alternativa credibile”
L’unico vero collante che al momento sembra unire il fronte progressista è l’anti-deluchismo. A ribadirlo è stata Virginia Villani, coordinatrice provinciale del Movimento 5 Stelle.
«Il campo largo nel capoluogo si farà, perché c’è una volontà politica chiara di costruire un’alternativa credibile per la città», ha dichiarato l’ex parlamentare pentastellata.
Villani ha poi criticato alcune recenti dichiarazioni: «Certe affermazioni autocelebrative sono fuori luogo e non aiutano a costruire un confronto sereno sui temi che interessano davvero i cittadini».
Lo scontro politico e le prospettive
Nel replicare alle polemiche sulla presenza di figure politiche di lungo corso, Villani ha precisato: «Quando si parla di “artigiani della politica” bisognerebbe chiarire che sono coloro che, dopo aver servito le istituzioni, tornano a fare il proprio mestiere. Non parliamo certo di chi ha manovrato la politica per oltre 40 anni secondo il proprio punto di vista».
«Ribadisco la disponibilità del Movimento 5 Stelle a dialogare con tutte le forze progressiste per costruire una prospettiva comune per la città», ha concluso.
Per ora, però, il fronte alternativo al sindaco uscente continua a muoversi senza una guida definita: mentre De Luca appare lanciato verso una corsa senza veri avversari, “l’altro campo” resta ancora alla ricerca del proprio candidato.

