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Salerno, sesso e droga a Torrione: scoperta l’alcova

Blitz della Mobile in via Guerdile: il “gestore” Cavallo ai domiciliari, cinque indagati. Le “case a luci rosse” anche a Capaccio e Agropoli
Salerno, sesso e droga a Torrione: scoperta l’alcova

Che in quell’appartamento nel cuore di Torrione, a pochi passi dalla Caserma Angelucci e a breve distanza dal mare, ci fossero dei “movimenti sospetti” era cosa nota a tutti. A partire dai residenti del quartiere “cerniera” fra la zona orientale e il centro di Salerno che, più volte, hanno segnalato la presenza di un via vai di persone – in particolare anziani – che entravano (spesso furtivamente) nel portone di una palazzina di via Claudio Guerdile. Le voci, con il passare del tempo, sono diventate quasi una certezza per chi risiede in quella zona: in quello stabile, infatti, si nascondeva – ma neanche troppo – una “casa del piacere”, un alcova del sesso a pagamento in cui donne erano pronte a vendere il loro corpo agli avventori.

Quei sussurri sono diventati certezza ieri mattina quando, nel cuore di Torrione, sono piombati gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Salerno, agli ordini del vicequestore Elvio Barbati, con il supporto degli agenti della polizia municipale guidati dal comandante Rosario Battipaglia. Poliziotti e caschi bianchi hanno eseguito l’ordinanza di misura cautelare degli arresti domiciliari – emessa dal gip del tribunale di Salerno su richiesta della locale Procura – nei confronti del presunto organizzatore della “casa a luci rosse”: si tratta di Michele Cavallo, 51enne salernitano già noto alle forze dell’ordine.

Al presunto gestore della “alcova del sesso” si è arrivati al termine di una lunga attività d’indagine condotta proprio alla Mobile. Le segnalazioni sui “movimenti sospetti” arrivate da tempo, infatti, non sono cadute nel vuoto. E i poliziotti hanno approfondito la situazione: nell’appartamento di via Guerdile – in base alle ricostruzioni investigative – non si svolgevano soltanto attività che hanno portato il pm a contestare le ipotesi di reato di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. In quell’abitazione, infatti, veniva spacciata anche droga, in particolare cocaina e crack. «Le attività svolte all’interno dell’appartamento venivano di fatto gestite da Cavallo in termini di regole, turnazione e tariffe, compreso l’orario di ricezione dei clienti», sottolinea il procuratore vicario Rocco Alfano in una nota.

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