Il concetto che l’Aia potesse essere negata era ben chiaro agli operai delle fonderie Pisano ieri a presidio degli uffici regionali di via Clark dove si è tenuta la Conferenza dei servizi. Ma che il diniego dell’Aia significasse anche la chiusura senza appello della fabbrica è stato comunque un colpo difficile da mandare giù. Sono preoccupati ma non arresi i lavoratori dello stabilimento di Fratte che continueranno nuovamente la loro battaglia per non perdere il lavoro. In gioco c’è l’occupazione di cento lavoratori, molti padri di famiglie anche giovani con mutui sulle spalle da sostenere. Pensavano che la loro battaglia si sarebbe dovuta concentrare solo sul tema della delocalizzazione. Ora, invece, sanno di dover lottare nuovamente per la sopravvivenza, seguiranno le vicende giudiziarie che, probabilmente seguiranno il diniego dell’Aia, ma sono pronti a fare la propria parte. Anche occupando la fabbrica.
Intanto stamattina una delegazione della Fiom Cgil con le Rsu sarà ricevuta dal commissario prefettizio di Salerno, Vincenzo Panico, dopo il temporaneo smarrimento della richiesta di confronto che era stata inoltrata al Comune lo scorso 13 febbraio. Poi sindacato e Rsu scriveranno alla Regione, chiedendo un ulteriore confronto sulle prospettive per la delocalizzazione e, soprattutto, sul destino occupazionale dei lavoratori delle Pisano.
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Fonderie Pisano, gli operai frastornati: «La lotta continua»
di Eleonora Tedesco
Oggi summit dal commissario Panico, si valuta l’occupazione della fabbrica. La Fiom: «Garantire il lavoro a 100 operai»

- Pubblicato il 19 Febbraio 2026
- Tags: fonderie pisano, operai fonderie pisano, salerno
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