Bullizzato dai compagni di classe, da alcuni giorni non va più a scuola. La storia di un ragazzo di terza media è finita al Ministero dell’Istruzione. A scrivere è l’avvocato di famiglia. La lettera è stata indirizzata anche alla dirigente scolastica dell’istituto ebolitano. Lo stesso istituto dove mesi fa venne proiettato un film vietato ai minori di 14 anni. Dove altri due bulli tormentarono un’insegnante, fino a quando non vennero collocati in classi separate. La stessa scuola, nel centro di Eboli, dove in una chat di alunni di prima media sono comparse immagine di sesso esplicite.
«Da mesi – scrive l’avvocato- i genitori dell’alunno hanno segnalato tutti gli episodi di bullismo ai vertici della scuola: aggressioni, offese, esclusioni sociali, denigrazioni. Nonostante i copiosi solleciti, non ci sono stati atti concreti per tutelare la sicurezza e il benessere psicologico dell’alunno bullizzato». Arrivare a scuola ed entrare in classe, per l’alunno è diventato un incubo quotidiano. La goccia che ha fatto traboccare il vaso, accade a novembre.

