Condannato Fiorenzo Vittorio Zoccola a due anni. Assolto l’ex consigliere regionale e assessore comunale di Salerno, Giovanni Savastano. Si chiude con un magra sentenza il processo principale sul cosiddetto “Sistema Salerno”, l’inchiesta che subito dopo le elezioni amministrative del 2021 che confermarono la fascia tricolore al sindaco Vincenzo Napoli (indagato in questo procedimento e poi prosciolto) fece tremare fin dentro le fondamenta il Municipio del capoluogo.
Sotto i riflettori della Procura (Elena Cosentino e Guglielmo Valenti i sostituti procuratori titolari del fascicolo) una serie di appalti per la manutenzione e la cura del verde pubblico affidati per anni alle cooperative sociali che hanno spinto ad ipotizzare la turbativa d’asta sia per le procedure che per le proroghe. Ma l’accusa di maggiore peso era quella della corruzione elettorale, fulcro del processo che si è concluso ieri in primo grado: secondo la magistratura, Savastano si sarebbe interessato degli appalti delle coop in cambio di voti in occasione delle Regionali del 2020, elezioni in cui fu eletto nel Consiglio di Palazzo Santa Lucia con la lista Campania Libera.
Per queste accuse, i due erano stati arrestati, misura cautelare andata avanti per mesi. Ieri, però, è arrivata la sentenza che ha fatto cadere proprio l’accusa più grave: il collegio giudicante ha assolto Zoccola e Savastano perché il fatto non sussiste. Stessa motivazione anche per le accuse relative alle proroghe degli appalti. Per la turbativa d’asta sulle procedure originarie, invece, è arrivata la condanna a due anni e 350 euro di multa per Zoccola.

