Pioggia di sconti di pena nel processo d’appello “Civico 17”, il filone giudiziario su droga e armi che lo scorso anno aveva portato a otto condanne in abbreviato per oltre 30 anni di carcere. La Corte d’Appello di Salerno, infatti, ha rideterminato le pene per sette imputati, riducendo il totale complessivo a poco più di 26 anni di reclusione, mentre per l’ottavo è stata confermata la sentenza di primo grado.
Al vertice della rete del malaffare – con base nella città di Castel San Giorgio ma operativa anche a Roccapiemonte, a Mercato San Severino, a Cava de’ Tirreni e Scafati -, secondo l’accusa, resta la nocerina Emilia Capasso, che in secondo grado ha ottenuto una riduzione della pena: 4 anni e 10 mesi, contro i 6 anni inflitti in primo grado. Con lei il compagno, il 37enne Vincenzo De Martino, condannato a 3 anni e 4 mesi (erano 4 anni e 4 mesi in abbreviato). Riduzione anche per lo scafatese Salvatore Abenante, accusato di detenzione di armi, che dovrà scontare 2 anni e 10 mesi, a fronte degli oltre 3 anni stabiliti in primo grado. Più pesante la condanna per Francesco Osio, anche lui di Nocera Inferiore, che incassa 6 anni e 10 mesi in continuazione.
Pene rideterminate anche per i figli della Capasso: 3 anni e 3 mesi per Maria Rosaria Mari e 2 anni e 8 mesi per Francesco Mari. A Giuseppina Vitale sono stati inflitti 2 anni e 4 mesi, mentre per l’ottavo imputato la pena di 2 anni decisa in primo grado è stata confermata. Il collegio difensivo era composto, tra gli altri, dagli avvocati Rino Carrara, Antonio Usiello, Giuseppe Russo, Vincenzo Calabrese e Pino Buongiorno.

