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Salerno, tagliate le ore a ragazzo disabile

La mamma: «Aiutate il mio Nicolò»
Salerno, tagliate le ore a ragazzo disabile

Nicolò ha 13 anni, una condizione autistica severa e una storia di inclusione costruita con fatica: fino all’11 settembre di un anno fa frequentava per 32 ore settimanali il plesso di Mercatello dell’Istituto comprensivo “Rita Levi Montalcini”, ad indirizzo musicale. Aveva ottimi voti e adorava le lezioni, la routine, i compagni.

Oggi, denuncia la madre Annarita Ruggiero, quella routine è crollata: «Riesce a frequentare appena 12/14 ore a settimana se tutto va bene…». Le crisi sono aumentate, il sonno è disturbato, le stereotipie si sono intensificate, come otto anni fa. «Per tutti è una ferita immane, una regressione gravissima, una sconfitta professionale e sociale», afferma la madre. Nicolò è un ragazzo che ama viaggiare, praticare sport, giornalismo, attività sociali, è un artista apprezzato. La sua opera “Ali della stessa farfalla” porta un messaggio di speranza e inclusione, è stata a Sanremo e presto volerà fino a Parigi.

«Non permetterò che gli vengano spezzate le Ali», scrive sua madre in una lettera aperta, trasformando un’opera d’arte in simbolo di un diritto tradito. La madre parla di un sistema scolastico e burocratico che, invece di sostenere, blocca: «Siamo ingessati, paralizzati, impotenti dinanzi a un muro di gommaMentre la burocrazia farà il suo corso, Nicolò perde chance».

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