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A Cirò Marina premiato il sarnese Aniello Pappacena

Per " una vita improntata ai principi di giustizia e solidarietà"
A Cirò Marina premiato il sarnese Aniello Pappacena

Le richieste arrivano mentre l’azienda è al lavoro. “Ci chiedevano soldi solo perché stavamo operando in quella zona”, racconta l’imprenditore Aniello Pappacena. Succede circa due anni fa, tra il Crotonese e il Catanzarese. Da quel momento la sua storia prende una piega che oggi il Comune di Cirò Marina ha scelto di rendere pubblica, conferendogli un riconoscimento per l’impegno civile e la denuncia.

Pappacena, nato a Sarno, è titolare della SO.I.GE.A. Srl. Davanti alle richieste estorsive, la decisione arriva subito. “Abbiamo denunciato”, dice. Nessuna trattativa, nessuna mediazione. La denuncia, però, non resta senza conseguenze. Dopo poco tempo arrivano le ritorsioni. Automezzi incendiati, danni gravi, il lavoro colpito nel modo più diretto possibile. “È un momento difficile. Ti trovi davanti a qualcosa che non avevi messo in conto. Pensi alla tua famiglia, al futuro dell’azienda, a tutto quello che rischi di perdere”.

Nonostante questo, Pappacena non torna indietro. “Abbiamo fatto un’ulteriore denuncia. Non ci siamo fermati”. Le indagini vanno avanti, le forze dell’ordine intervengono, vengono eseguiti arresti. “La giustizia ha fatto il suo corso”, racconta. In quei mesi, aggiunge, non è mancata la vicinanza delle istituzioni locali. “Sapere di non essere soli conta”.

Nel decreto del sindaco che accompagna il riconoscimento si parla di una vita improntata ai principi di giustizia e solidarietà, dell’integrità morale e del valore della denuncia come strumento di contrasto alla criminalità. Ma il senso di questa storia emerge soprattutto quando Pappacena si rivolge ad altri imprenditori.

Capisco chi ha paura di esporsi”, dice. “La paura è normale. Ma piegarsi significa restare bloccati. Io consiglio di denunciare, perché solo così puoi continuare a lavorare e guardare avanti. La legge c’è, la giustizia c’è e, quando fai la tua parte, ti sta vicino”.

Non è la prima volta che denuncia. “È successo anche in Campania”, racconta. “Fare impresa nel Mezzogiorno significa, a volte, trovarsi davanti a situazioni che non avevi previsto”. Il premio consegnato a Cirò Marina non aggiunge nulla ai fatti, ma li rende visibili. Trasforma una vicenda personale in un racconto pubblico, fatto di richieste di denaro, incendi, denunce ripetute e tempo.

Una storia che non cerca esempi, ma mostra una possibilità. Quella di non fermarsi.

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