EBOLI – L’indagine è stata chiusa, la posizione del camionista archiviata, ma la famiglia di Vincenzo Garzillo non si arrende. I genitori chiedono che il caso venga riaperto. Chiedono risposte. Sperano ancora nella giustizia. E lanciano un appello accorato: «Chi ha visto, parli, ci aiuti a capire cosa è accaduto quella mattina».
Vincenzo, giovane studente universitario di 20 anni, rimase coinvolto in un grave incidente in autostrada. Era la mattina del 14 aprile, l’inizio della settimana Santa.
Dopo quattro giorni di agonia all’ospedale Ruggi d’Aragona di Salerno, Vincenzo è morto alla vigilia di Pasqua. Una tragedia che ha lasciato ferite profonde, troppe domande senza risposta.
A raccontare i dubbi che lanciano la famiglia Garzillo è l’avvocato della famiglia, Marco Postiglione, che evidenzia diverse fatti singolari:
«L’autopsia sulla salma di Vincenzo non è mai stata eseguita. Una scelta che i genitori non riescono a comprendere e che priva l’inchiesta di un elemento fondamentale.
Il camion coinvolto nell’incidente non è stato sequestrato né sottoposto a perizia, nonostante il ruolo centrale nel sinistro mortale». I dubbi si rincorrono, le domande e i perchè si accavallano. «Neppure l’auto di Vincenzo è stata periziata, pur essendo stata sequestrata e riconsegnata alla proprietaria, la madre del ragazzo».
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«Studente morto a Eboli, indagine da riaprire»
di Francesco Faenza
L’avvocato Postiglione: «Autopsia mai fatta»

- Pubblicato il 22 Novembre 2025
- Tags: EBOLI, vincenzo Garzillo
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