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Salerno, tutti in fila per il rilancio della Carnale

di Eleonora Tedesco
Ben 18 studi professionali in corsa per la progettazione del "Polo della Dieta Mediterranea". E dalla Regione arrivano i fondi per l'intervento
Salerno, tutti in fila per il rilancio della Carnale

Tutti in fila per aggiudicarsi la gara d’appalto che “rivoluzionerà” il Forte la Carnale: sono ben 18, infatti, le cordate di studi professionali che si sono candidate per ottenere l’affidamento dei servizi “di architettura e ingegneria relativi alla redazione del progetto di fattibilità tecnico ed economica, alla progettazione esecutiva, al coordinamento e alla predisposizione del piano per a sicurezza, allo studio e alle indagini geologiche, all’assistenza al responsabile del procedimento e alla direzione dei lavori inerenti le opere di manutenzione ordinaria e straordinaria” del bastione che domina il quartiere Torrione, destinato a diventare il “Polo della Dieta Mediterranea” dopo lunghi anni d’abbandono e svariati progetti di rilancio falliti (fra i tanti, si ricorda l’ipotesi di trasferire sul Forte il Museo dello Sbarco, adesso destinato invece ad abbandonare Salerno per trasferirsi altrove, probabilmente a Capaccio Paestum).
In gara ci sono studi professionali salernitani e non e ci sono anche società che hanno già lavorato su altri progetti in città. Con una cordata ad hoc, battezzata appunto “Gruppo La Carnale 2025” c’è, ad esempio, lo studio Pica Ciamarra associati, lo stesso guidato dall’architetto napoletano che ha disegnato il progetto di Porta Ovest. In gara c’è anche la salernitana Spring Project che ha già ottenuto (sempre in cordata) l’affidamento per la redazione del progetto di fattibilità tecnico economica e del progetto esecutivo e la direzione dei lavori del nuovo Centro Agroalimentare e che ha redatto il progetto di efficientamento energetico della pubblica illuminazione in via Porto, via Ligea e via Benedetto Croce.
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