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Capaccio, addio a Pietro e dolore collettivo: nuovo sopralluogo

di Alessandro Mosca
Un’intera comunità si è fermata per salutare Spizzico. Le indagini proseguono: altre verifiche dei carabinieri in via Cupone dopo gli esiti dell'autopsia
Capaccio, addio a Pietro e dolore collettivo: nuovo sopralluogo

Il lutto collettivo di Capaccio Paestum e non solo è iniziato nel bel mezzo della mattinata, su un campo di calcio, andando avanti fino a quasi il calar del sole. L’intera comunità pestana, ieri, si è fermata per tributare l’addio più doloroso: quello a Pietro Spizzico, il ragazzino di 15 anni morto mercoledì nel reparto di Rianimazione dell’ospedale “Ruggi” di Salerno dove era stato portato in condizioni disperate nella serata di lunedì, in seguito al suo ritrovamento – privo di sensi e in una pozza di sangue – in via Cupone, una stradina prossima alla sua abitazione in località Capoluogo.

Le indagini

Una tragedia immane che ha segnato tutto e tutti. Su cui stanno continuando ad indagare i carabinieri della Compagnia di Agropoli, agli ordini del capitano Giuseppe Colella, su delega della Procura di Salerno (Giuseppe Cacciapuoti il titolare del fascicolo): ieri mattina, poco prima del rientro della salma a Capaccio in seguito all’autopsia eseguita nella serata di venerdì nell’obitorio dell’ospedale di Salerno, i militari dell’Arma hanno eseguito un nuovo sopralluogo nell’area in cui è stato ritrovato Pietro. Le indagini continuano, dunque, aprendo a possibili, nuovi, colpi di scena: c’è il massimo riserbo, infatti, da parte dell’autorità giudiziaria, degli investigatori e dei familiari del 15enne su cosa sia emerso dall’esame irripetibile. Gli ulteriori accertamenti eseguiti ieri, però, fanno intendere possibili nuovi sviluppi su un’inchiesta destinata ad andare ancora avanti, cercando di fare chiarezza a fondo su una morte che resta ancora con tantissimi interrogativi.

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