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Terremoto 1980, alloggi coi fondi post sisma: «Cessione gratuita ai cittadini»

di Tommaso Siani
La sentenza della Consulta: non sono di proprietà dei Comuni ma delle persone che persero la casa
Terremoto 1980, alloggi coi fondi post sisma: «Cessione gratuita ai cittadini»

Quegli alloggi sono beni pubblici “in quanto destinati a soddisfare una pubblica utilità”; quindi la loro proprietà non è dei Comuni (che li hanno realizzati con fondi statali o in seguito acquisiti con finanziamenti pubblici), perché la loro costruzione era finalizzata “a fornire aiuto diretto ai territori colpiti dall’evento calamitoso e alla popolazione residente interessata dall’emergenza, che a causa del terremoto del 1980 aveva perso l’abitazione di proprietà, attraverso, prima l’assegnazione temporanea degli alloggi, costruiti e/o acquistati con finanziamenti statali e, successivamente, la cessione gratuita della proprietà degli stessi, ai medesimi assegnatari aventi diritto”. Dunque, secondo i giudici della Corte Costituzionale, è nei fatti “incostituzionale l’articolo 21-bis , comma 1, primo periodo, del decreto legge 23 giugno 1995, n. 244 (misure dirette ad accelerare il completamento degli interventi pubblici e la realizzazione di nuovi interventi nelle aree depresse), convertito con modificazioni, nella legge 8 agosto 1995, n. 341, nella parte in cui non prevede la cessione gratuita in proprietà ai relativi assegnatari degli alloggi prefabbricati costruiti o acquistati dai Comuni delle Regioni Campania e Basilicata, quali concessionari del Commissario straordinario, per il terremoto del 1980, ai sensi del decreto legge 26 novembre 1980. N. 776 (Interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dal terremoto del novembre 1980) convertito, con modificazioni, nella legge del 22 dicembre 1980, n. 874”.

La sentenza della Consulta che mette fine a una palese ingiustizia

È quanto hanno deciso con una loro sentenza il 20 settembre scorso i giudici della Consulta Silvana Sciarra (presidente), Emanuela Navarretta (redattrice), Roberto Milana (direttore di Cancelleria) mettendo fine a una palese ingiustizia nei confronti di tantissime famiglie che, avendo avuto la casa distrutta dal terremoto, hanno ottenuto un alloggio prefabbricato, di cui non potevano rivendicare la proprietà. Una sentenza che riguarda centinaia di famiglie salernitane che, nel 1980, videro le loro case sgretolarsi sotto i colpi del terribile terremoto che seminò morte e distruzione. E, nel contempo, tantissimi Comuni del cratere che, ora, si troveranno a dover affrontare contenziosi legali sui diritti di proprietà di quei fabbricati che hanno acquisito al loro patrimonio senza averne alcun diritto, come stabilito dai giudici della Corte Costituzionale.

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