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Sarno, confiscati i beni alla moglie del boss Serino

di Salvatore De Napoli
Sproporzione tra redditi e ricchezze: respinto il ricorso della 75enne Venere Sirica, consorte del capoclan
Sarno, confiscati i beni alla moglie del boss Serino

Confisca dei beni alla moglie del boss Serino: «Il ricorso non merita accoglimento». Così si è espressa la Corte di Cassazione febbraio scorso e con la sentenza pubblicata solo pochi giorni fa sul ricorso presentato dalla 75enne Venere Sirica, moglie del capoclan sarnese Aniello Serino. Per i giudici il tema del ricorso è escluso da quelli su cui la Suprema Corte può esprimersi.

Doglianze infondate

Al di là di questo sbarramento procedurale, le doglianze della moglie dell’anziano boss della Nuova Famiglia «risultano manifestamente prive di fondamento» rispetto al giudizio della sua pericolosità sociale qualificata (oltre che di riflesso, del marito), sulla sproporzione fra i redditi leciti e l’acquisto dei beni sottoposti a confisca, avendo la Corte d’Appello offerto una motivazione corretta.

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