Vincenzo Pastore ex presidente del comitato regionale campano della Figc

LO SCANDALO

Terremoto in Figc, 500 gare alterate

La Procura indaga sulla gestione del comitato campano: tesseramenti fasulli

SALERNO. È un vero e proprio terremoto - si potrebbe aggiungere un altro - che s’avverte nell’aria e rischia di investire ancora una volta il calcio campano: stavolta, la nuova inchiesta della Procura Federale che sembra ormai prossima alla chiusura, è incentrata sulla gestione del Comitato campano della Figc nei tre anni della presidenza del salernitano Vincenzo Pastore, figura notissima ed alle prese con una vicenda assai spinosa. Una mole imponente di carte è stata posta sotto la lente d’ingrandimento della Procura Federale che, nell’inchiesta condotta da Mario Balata e coordinata da Giuseppe Pecoraro, ha analizzato una sola annata, quella relativa alla stagione 2014/15, l’ultima sotto la presidenza di Pastore.

Profondo conoscitore della macchina, delle carte federali, Pastore - che in gioventù ha cominciato all’Audax Salerno - è stato segretario con le presidenze di Buongiorno, Scarlato, Cosimo Sibilia e di Salvatore Colonna, prima di accomodarsi sulla seggiola più autorevole e anche più pericolosa. La buona notizia - se così la si può definire - è l’assenza, in questa ennesima indagine che riguarda il calcio italiano, di traccia di calcio scommesse; la cattiva notizia, invece, e quando si muove la Procura ce ne è sempre almeno una, è la presenza di irregolarità in circa cinquecento partite ritenute di fatto alterate perché vi avrebbero preso parte calciatori in possesso di tesseramento irregolare ed in qualche circostanza persino inesistente. Sfide, quindi, consumate con giocatori fantasma. È questo il motivo delle sanzioni a pioggia che stanno arrivando su una serie di club ritenuti coinvolti in questa vicenda che allunga un ulteriore velo sul mondo dilettantistico e su ciò che è stato il Comitato Regionale, ormai da tempo nella bufera.

Tutto comincia nei primi giorni del giugno del 2015, praticamente due anni fa, quando il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Napoli perquisisce gli uffici di Enzo Pastore, all’epoca presidente del Crc, dopo 30 anni di onorato servizio alla Figc in qualità di segretario dei vari presidenti che si erano succeduti. Tutto ruota, nell’inchiesta di quel tempo (coordinata dal procuratore aggiunto D’Avino e delegata al sostituto Novelli), su presunte irregolarità nella gestione del patrimonio immobiliare del Comitato.